Dal cuore del Canavese una scuola nel Mali

IVREA.Una scuola in uno sperduto villaggio del Mali. Tutto attorno solo deserto, lungo la strada dell'Azalai, la carovana del sale tra la mitica Toumbouctou e Taudenni. Una quarantina di case, un centinaio di bambini e un edificio dalle mura pericolanti e dal tetto scoperchiato. E' la scuola di Araouane, il villaggio "adottato" nell'aprile scorso da un gruppo di eporediesi durante un viaggio. All'inizio è stata una semplice ed estemporanea colletta per dare a quei bambini la possibilità di continuare ad andare a scuola, oggi è un progetto che vede uniti sindacati, Ong, comuni, pro loco, imprenditori e cittadini privati.
«Il nostro scopo - spiega Daniele Gismondi, da vent'anni impegnato nella cooperazione - è quello di migliorare le condizioni di vita all'intero del villaggio di Araouane, agendo direttamente sui servizi di base, quali educazione e alimentazione. La nostra partecipazione alla costruzione di una nuova scuola è il primo stralcio di un progetto più ampio le cui finalità sono l'educazione e la formazione di base scolastica dei bambini del villaggio. Nel tempo vogliamo anche costruire un pozzo della capacità di 15mila litri, necessario a garantire la sopravvivenza alimentare di ciascuna famiglia».
«E' un'iniziativa straordinaria cui abbiamo aderito con grande entusiasmo - spiega il sindaco di Bollengo Luigi Ricca -. Le famiglie di Araouane saranno chiamate a collaborare, fornendo ciascuna manodopera per l'esecuzione dei lavori. Al momento la cifra minima, indispensabile per la costruzione della nuova scuola, è di 15 mila euro. Ma noi contiamo di raccoglierne molto di più».
Rigido il calendario delle scadenze. Nel gennaio prossimo una delegazione si recherà ad Araouane per un sopralluogo tecnico e per formalizzare gli impegni. L'edificio sarà pronto nel dicembre 2005. «Lo spazio pedagogico è molto importante - spiega Pierluigi Marta, presidente degli Amis ad' passa dla Granaja -. L'educazione alimentare oltre ai bambini sarà estesa anche agli adulti». «In una fase quanto mai delicata tra numerosi focolai di guerra e tremende azioni di terrorismo - aggiunge Barbara Cortese della Uil Fpl - riteniamo utile rinvigorire il dialogo e le iniziative volte a favorire i contatti e lo sviluppo dei rapporti tra i popoli. Tutti possono dare un piccolo contributo per alleviare sofferenze e disagi. Ogni goccia d'acqua può alimentare un filo d'erba».
Al progetto aderiscono i comuni di Bollengo, Cascinette e Pavone (a breve anche quelli di Ivrea e Traversella).La Regione Piemonte ha già espresso il suo interessamento a contribuire con un finanziamento che corrisponda alla metà dell'intero importo. Tra gli imprenditori, Mohammed Ahkouiz, titolare del catering "La Marocchina".