Ricordati con commozione i partigiani e i civili fucilati 60 anni fa

TRAVERSELLA. La commozione era palpabile, a Traversella, in Piazza Martiri, venerdì, in occasione della celebrazione del 60º anniversario della fucilazione di tredici partigiani e due civili. Dinanzi alla lapide che ricorda il sacrificio dei caduti in memoria dei quali Nino Costa compose alcuni versi in piemontese, scolpiti nel marmo, sostava muta una piccola folla.
In mezzo ad essa, amministratori pubblici, ex partigiani e semplici cittadini. Da un angolo della piazza giungevano le voci dei Cantori Salesi che intonavano "Fischia il vento" e "Siam Prigionieri".
Un ex alpino scandiva i nomi dei caduti, altre penne nere rispondevano "presente!". Prendevano poi la parola il sindaco del paese Giovanni Zanni e due rappresentanti della Sezione eporediese dell'Anpi, senza che nessuno di essi riuscisse a nascondere l'emozione.
Prima di raggiungere la piazza del martirio, gli intervenuti avevano sostato dinanzi alla restaurata scritta "Actung Bandencefhar" (Attenzione bande armate) apposta dai tedeschi sulla facciata di una casetta all'inizio del paese, prima di lasciare Traversella.
Sono poi state le parole di "Bella Ciao", che hanno visto le voci di alcuni dei presenti unirsi a quelle dei cantori di Castelnuovo Nigra, a concludere la cerimonia. Nel salone comunale, durante la successiva "Veglia della memoria" il vice sindaco del paese, Bruno Biava, ha stralciato dalla preziosa tesi di laurea di Emanuela Fino, su "La Resistenza in Valchiusella", alcuni passaggi proprio sugli eventi di cui ricorreva il sessantesimo anniversario.
E' quindi stata la volta di alcune significative testimonianze su quelle tragiche giornate. Non era presente, l'altra sera a Traversella, ma Giovanni Gillio, classe 1919, di Brosso, visse da vicino l'eccidio di Piazza Martiri, tra il 14 e il 15 ottobre di sessant'anni fa. «La mattina del 14 fui fermato a Brosso, insieme a Bernardo Leo, tuttora vivente, e ad altri due compaesani, da una colonna di tedeschi salita da Lessolo. Ci condussero in un locale al piano terreno del Municipio di Traversella, dove c'erano le scuole. Intorno alla mezzanotte ci interrogarono. Al mattino - spiega il pensionato - sentimmo le raffiche che falciarono sulla piazza, a pochi metri da noi, otto partigiani. Lo stesso giorno, insieme ad altri civili e partigiani, fummo legati ad una corda e fatti dirigere verso la bassa valle. L'ultimo della fila, ricordo, era quell'Adriano Torreano, poi fucilato tra Vistrorio e Vidracco».
E tra gli intervenuti alla serata di Traversella, c'era Franco Torreano, attuale sindaco di Vistrorio, che ha riportato toccanti testimonianze sulle ultime ore dello zio paterno.
Giacomo Grosso