Autostrada bloccata dai lavoratori

IVREA. E' una marcia cupa e silenziosa quella dei lavoratori OliIt. La società dell'ex cavaliere bianco Luigi Luppi è stata dichiarata fallita dal Tribunale lunedì sera. E i lavoratori - duecentottanta a Scarmagno, cinquecento tra Chieti, Rieti ed Avezzano - rispondono con una giornata di mobilitazione. Blocco dell'autostrada per mezz'ora e presidio permanente in fabbrica mentre si raccolgono le adesioni per la manifestazione nazionale di martedì mattina, al ministero dell'Industria. Fim, Fiom e Uilm non hanno dubbi: «Per noi, l'interlocutore è il Governo al quale chiediamo tutela per i lavoratori e garanzie per gli insediamenti produttivi». E', anche quello, un modo per rispondere a Luigi Luppi, amministratore delegato di OliIt, che lunedì aveva detto: «Ho ricevuto una telefonata dal curatore fallimentare. Ma noi stiamo procedendo con il nostro piano e potremmo opporci al fallimento».
La situazione è tutt'altro che semplice. Era precipitata lunedì pomeriggio. L'avvocato Luciano Faraon, nuovo presidente di 3LTrading, si era presentato personalmente al giudice Guido Bufardeci e al pm Giorgio Vitari che ha presentato l'istanza di fallimento. Faraon aveva annunciato di essere sul punto di avere la disponibilità di due bonifici bancari da cinque milioni di euro ciascuno, cifra in grado di evitare il fallimento. E chiedeva pertanto ai giudici ancora un po' di tempo. Faraon agisce per conto della Mcb Inc, società con sede legale nelle isole Vergini e una casella postale in Svizzera. La società ha acquisito il 95% della 3LTrading e annuncia disponibilità ad investire per settanta milioni di euro. Soldi che al momento non sono ancora disponibili.
Evidentemente Faraon - contestato dai lavoratori che lo aspettavano davanti al tribunale - non deve essere stato molto convincente se, la sera stessa, il tribunale ha emesso la sentenza di fallimento.
Così, ieri mattina, la storia si è ripetuta. I lavoratori che bloccano l'autostrada sono gli stessi di cinque anni fa, all'indomani del fallimento Op Computers. Solo che l'amarezza e la sfiducia sono più grandi, così come più grande è il rischio che i cancelli di Scarmagno possano chiudersi per sempre in assenza di un progetto vero di ripresa industriale e considerata la situazione difficile lasciata da OliIt, persino già sfrattata dai padroni di casa di Pirelli Real Estate.
La palla passa quindi al Governo. «Chiediamo anche - sottolinea Federico Bellono (Fiom) - che fin da subito come interlocutore ci sia il curatore fallimentare (è Valter Bullio, anche curatore fallimentare dell'Elettrometallurgica e della Lamat, ndr)».
Il sindacato, in attesa di una situazione ancora molto fluida, si pone quindi due obiettivi e formula le richieste al Governo: «Tutela economica dei lavoratori che già ci hanno rimesso quattro mesi di stipendio e oggi sono in cassa integrazione straordinaria per crisi - dice Alberto Mancino (Uilm) - e confronto sul progetto al quale lo stesso onorevole Borghini stava lavorando per tutelare gli insediamenti industriali».
Fiorenzo Grijuela, sindaco di Ivrea, dice che, sulla vicenda OliIt «non ci sono parole». E aggiunge: «Sono d'accordo con il sindacato. Bisogna che il Governo si faccia carico di individuare delle soluzioni. Certo, da un punto di vista imprenditoriale, ci vorrebbe anche uno scatto d'orgoglio della categoria in Canavese». Antonio Saitta, presidente della Provincia, si è consultato con i colleghi abruzzesi e annuncia che, a Roma, ci sarà. Vito Bianchino (Fim) osserva che quella di OliIt è «la punta dell'iceberg della crisi. In Canavese ci sono duemila persone in cassa». (ri.co.)