‘Una mostra di basso profilo'

CASTELLAMONTE.Una mostra della ceramica di "basso profilo". Questo il giudizio espresso dal consigliere di minoranza dell'Udc, Paolo Mascheroni. «La città in cui hanno operato Carmassi, Milani, Igne, Mileti ed altri artisti che in questa edizione non sono stati coinvolti, non merita di essere ridicolizzata da un'edizione di basso profilo - spiega Mascheroni -. Mi chiedo pertanto se è valsa la pena di incaricare un esperto per realizzare una rappresentazione di sciocca volgarità, oltre ad una confusa esposizione di oggetti che nulla hanno a che vedere con la storia della ceramica castellamontese». Per Mascheroni la rassegna è sempre stata uno dei momenti in cui la città diventava protagonista nel panorama nazionale ed internazionale. «Tutte le amministrazioni che si sono succedute, indipendenti dal colore politico - aggiunge Mascheroni -, hanno dato il massimo lustro a questo avvenimento». Mascheroni cita come esempio le rassegne realizzate sotto la guida dell'assessore Piero Scala che, oltre a richiamare migliaia di visitatori, hanno lasciato un'opera che è un emblema per la città: l'Arco in Cielo di Arnaldo Pomodoro creato dal grande maestro nel laboratorio di un artigiano castellamontese. «Questa era la traccia da seguire: esposizioni e rappresentazioni con grandi artisti, ampi spazi ad artigiani ed artisti locali, all'Istituto d'Arte, il tutto nella cornice della Rotonda Antonelliana. Cosa resterà a ricordo di questa edizione? - si chiede ancora Mascheroni - Un'esposizione da pornoshop».
«Come assessore alle Attività Produttive e al Turismo ho voluto prima di tutto che la Mostra della Ceramica si facesse anche quest'anno, nonostante grandi problemi - rileva Maurizia Bertoncino -. La mostra deve diventare un valore forte della città: un'espressione della nostra identità e un richiamo turistico, ma, soprattutto, culturale. Per questo abbiamo scelto di affidarla a un consulente come Enzo Biffi Gentili, la cui esperienza è provata da mostre e concorsi di ceramica e l'unico, in passato, ad aver portato la mostra di Castellamonte, da lui curata nel 1997, sulle più importanti testate giornalistiche. L'afflusso di pubblico in una stagione difficile, gli apprezzamenti della critica specializzata, nonché le accese e contrastanti opinioni sulla mostra "Alta Temperatura", persino la vicenda di un locale "De bello phallico", sono per noi il segno più evidente dell'efficacia delle nostre scelte: la cultura, quella vera, stimola il confronto e anche, per fortuna, il conflitto delle idee». (d.r.)