Scontro in consiglio tra Focilla e minoranza
SAN BENIGNO.Alberto Focilla aveva mantenuto la promessa e durante il penultimo consiglio comunale di San Benigno, in qualità di presidente del consiglio, si era rifiutato di ammettere alla discussione alcune interpellanze presentate dai due gruppi di minoranza.
«Avevo già indicato che la mia intenzione era di rispettare il regolamento comunale: per tutta la passata amministrazione avevamo accettato qualunque tipo di interrogazioni e interpellanze al di là del regolamento e della legge. Adesso non è più tollerato e non ritengo ciò una lesione dei diritti delle minoranze», motivava così il sindaco la decisione di non discutere tre interpellanze perché «non possono essere considerate interpellanze: per il loro argomento devono essere trasformate in mozioni per potere essere inserite in un prossimo ordine del giorno e discusse in sede di consiglio».
La contestazione nasceva anche dalla reiterata presentazione da parte dell'opposizione di interrogazioni esposte a volte in forma "fantasiosa", senza la presenza di motivazioni e domande come il regolamento di San Benigno (e probabilmente di tutti gli altri comuni) vorrebbe.
«Si devono capire i contenuti inerenti alle competenze del consiglio comunale. Propongo ai consiglieri di leggersi il regolamento», aggiungeva il primo cittadino. Per questo motivo le due interpellanze del Polo e una di quelle presentate da "Insieme per San Benigno" non venivano discusse.
Il tema di due di esse era la risposta al consigliere di maggioranza Diego Depaoli che nel primo consiglio comunale della nuova amministrazione aveva fatto un lungo e ironico intervento sulla politica sambenignese. «Il regolamento non prevede comunicazioni da parte della minoranza e quindi abbiamo utilizzato questa forma», era la giustificazione che i consiglieri avanzavano. Ma se il consigliere Domenico Bracco proponeva in toni pacati di rivedere il regolamento perché vecchio e di sospendere la seduta per decidere il da farsi, il consigliere Giancarlo Quarello si opponeva alla decisione del presidente del consiglio, accusandolo tra l'altro di "poca democrazia". «Non siamo al bar: da oggi le regole si rispettano», era la risposta del sindaco Alberto Focilla.
Con la sospensione veniva presa la decisione di ripresentare l'interpellanza su Depaoli e quella in cui Bracco rispondeva ad un intervento di Focilla sotto forma di mozione da discutersi nel primo consiglio utile.
Silvia Alberto