Vandali all'opera a San Giusto

SAN GIUSTO. La storia, amara ed a questo punto decisamente irriverente, si ripete: riportando la memoria a quel nefasto, ed apparentemente lontano, 1991 quando (ancora da restaurare) l'edificio fu letteralmente raso al suolo. I nemici della chiesetta di San Giacomo di Ruspaglia, dunque, non solo non demordono ma, anzi, hanno nuovamente colpito duro.
Le immagini, scattate dagli attivisti del comitato spontaneo "Gerbo Grande", testimoniano lo spettacolo apparso agli occhi di un escursionista che, nel tardo pomeriggio di domenica scorsa, è casualmente transitato sul posto ed ha subito provveduto a dare l'allarme. Com'è noto, l'area di San Giacomo appartiene al territorio di San Giorgio, ma la cappella dei Templari (affidata alla curia locale) è da sempre riconosciuta come "icona" delle tante battaglie condotte dai sangiustesi: contro le discariche e tutti i vari progetti industriali, che da quasi vent'anni a questa parte si vorrebbero localizzare in quell'isolato (ma non troppo, trovandosi a soli 400 metri dalle prime case) fazzoletto di terra.
Serramenti forzati, vetri in frantumi, le porte in legno divelte, i banchi collocati all'interno scaraventati giù per le pendici della verde collina (tradizionale meta del lunedì di Pasquetta), molte delle suppellettili ed arredi interni ormai irrecuperabili: insomma, la barbara follia dei "soliti ignoti" è ben lungi dall'essere sopita, ed ancora una volta ha non solo colpito ed offeso il culto della cappella ma, ancor più, il cuore stesso della gente.
Luigi Scognamillo, presidente del "Gerbo Grande" e leader di tante durissime battaglie (la più recente contro il progetto "Crioengineering", per uno stoccaggio ed impianto di recupero dei pneumatici usati), è a dir poco sconcertato. «Davvero vergognoso, e mi chiedo - commenta - chi e perché, ancora una volta, abbia potuto arrivare a tanto: non riesco nemmeno ad immaginare lontanamente che tutto ciò sia opera di sangiustesi; tra l'altro solo pochi giorni prima ero passato da San Giacomo, in uno dei miei periodici giri di perlustrazione, ed era tutto a posto; evidentemente è proprio vero che non bisogna mai, dico mai abbassare la guardia».
Scognamillo ricorda che negli ultimi anni, dopo il restauro promosso e finanziato dal comitato spontaneo (grazie alle offerte dei sangiustesi e l'appoggio di Comune e Soprintendenza), qualcuno si era già sporadicamente divertito ad accanirsi contro la chiesa: piccoli danneggiamenti ai serramenti ma comunque nulla di paragonabile all'atto vandalico scoperto domenica.
Sul posto sono intervenuti i carabinieri di San Giorgio, che hanno effettuato i rilievi del caso: «Ripeto - conclude il presidente del "Gerbo Grande" - mai abbassare la guardia. Se sarà possibile intensificheremo ancora la nostra azione di controllo, ma certo da soli più di tanto non possiamo fare». (s.s.)