L'Acat ha trovato sede in via Perrone
STRAMBINO. I locali sovrastanti l'antica, pregevole chiesa di Santa Marta, già sede dell'Oratorio dei Disciplinanti quindi della confraternita di Santa Marta, costituita nel 1497 con 86 confratelli e 155 consorelle, sono tornati a svolgere una nuova, importante funzione sociale. L'amministrazione comunale di Strambino aveva acquisito l'intera struttura negli anni Settanta.
E oggi il Comune ha concesso alcuni dei locali all'Acat (Associazione Club Alcolisti in Trattamento) Insieme per Ricominciare che, dopo un lungo e laborioso lavoro di recupero e sistemazione dell'immobile, ha inaugurato la sua nuova, attesa sede di via Perrone 19. A far da padroni di casa nel giorno dell'inaugurazione dei locali sono stati il presidente Anna Beato di Tonengo e il predecessore Giovanni Zenone che ha ricordato le tappe del lungo, difficile lavoro dell'associazione nata nel 1991 ad Ivrea e che può ora contare su sedici club nel Canavese sette dei quali (quattro a Rivarolo, due a Caluso ed uno a Castellamonte), fanno ora parte della sede di Strambino che, come è stato anticipato, presto potrà avere un proprio club, non appena potrà contare su un proprio ‘servitore'.
«Benvenuti a tutti all'inaugurazione della nostra nuova sede che abbiamo fortemente voluto - ha esordito la presidentessa Beato, che ha aggiunto -; colgo l'occasione per ringraziare sentitamente l'amministrazione comunale che ci ha concesso questo spazio che ci consente una maggiore presenza sul territorio». Accogliendo la proposta della Beato di promuovere presto una serata informativa con la popolazione strambinese, il sindaco Savino Beiletti ha commentato: «Sono rimasto fortemente impressionato dall'impegno profuso dai soci dell'Acat per sistemare la nuova sede e, naturalmente, assicuro la massima disponibilità e il sostegno convinto dell'amministrazione strambinese alle iniziative utili all'importante attività sociale e civile svolta dall'associazione».
Un lavoro difficile rivolto soprattutto alle famiglie che si scontra da un lato con la vergogna di coloro che si trovano ad affrontare questo diffuso problema, dall'altro con i pregiudizi della società sempre molto difficili da superare. «Noi scommettiamo - ha assicurato Giovanni Zenone - e sempre si vince con le medicine a nostra disposizione: solidarietà, amicizia ed amore».
Sandro Ronchetti