Conta circa cinquemila unità l'esercito delle doppiette canavesane
IVREA. Ottocentomila in tutto il Paese, quasi 5000 in Canavese e 2500 tra l'eporediese e calusiese. Sono i cacciatori, l'esercito delle doppiette, che dal 19 settembre scorso ha imbracciato i fucili per il via ufficiale alla stagione venatoria 2004-2005. Fino al 31 gennaio prossimo, ogni cacciatore potrà"sparare" al massimo per ventiquattro giornate così divise: sei giornate dal ventiquattro settembre al trentuno ottobre; sette dall'uno al ventinove novembre); sei dall'uno al trenta dicembre 2004.
Infine cinque giornate dall'uno al trentuno gennaio 2005. Le giornate previste per ciascun periodo, se non fruite, non potranno essere utilizzate negli altri periodi. Il cacciatore, nel territorio destinato alla gestione della caccia programmata, può esercitare l'attività venatoria esclusivamente nelle giornate di mercoledì, sabato e domenica. Per la caccia di selezione agli ungulati, l'esercizio venatorio è consentito per non più di due giornate la settimana a scelta nei giorni di lunedì, mercoledì, giovedì, sabato e domenica L'esercizio venatorio è consentito per non più di due giorni consecutivi ed è vietato in tutto il territorio regionale nelle giornate di martedì e venerdì. La caccia è consentita su tutto il territorio piemontese da un'ora prima del sorgere del sole fino al tramonto.
Le speci cacciabili dalla terza domenica di settembre al 15 dicembre sono: lepre comune, coniglio selvatico e minilepre; dalla terza domenica di settembre al 31 dicembre: fagiano, quaglia, tortota, beccaccia e beccaccino. Quelle dalla terza domenica di settembre al 31 dicembre, in base ai piani numerici di prelievo predisposti dai Comitati di gestione degli ambiti territoriali di caccia, sono: pernice rossa e starna. Dalla terza domenica di settembre al 31 gennaio: cesena, tordo bottaccio, tordo sassello, germano reale, colombaccio, cornacchia nera, cornacchia grigia, gazza e volpe. Dal 1º ottobre al 30 novembre: pernice bianca, fagiano di monte, coturnice e lepre bianca. Dal 1º ottobre al 30 novembre: camoscio, capriolo, cervo, daino e muflone.
L'Atc (ambito territoriale di caccia) Torino 1 comprende l'Eporediese, ma anche le zone di Caluso, Chivasso e Castellamonte. E' una caccia prevalentemente "di pianura", che può contare su un territorio di 60 mila ettari. Le speci cacciate sono fagiani, lepri, cinghiali, mini lepri, beccacce, colombacci e anatidi. «Da quest'anno abbiamo vietato la caccia al capriolo - spiega Danilo Piretto, presidente dell'Atc eporediese -. Il numero di questa specie è troppo ridotto per consentire un esercizio venatorio, così come da alcuni anni abbiamo fermato la caccia alla pernice». Dei 60 mila metri ettari, circa il 30 per cento è territorio non venabile ed è rappresentato dai parchi (parco del lago di Candia, del Po e dei Monti Pelati); dalle oasi di protezione della fauna (oasi dei cinque laghi e di Foglizzo) e dalle zone di ripopolamento e cattura. Cinque in tutto le aziende agri-faunistiche-venatorie (riserve di caccia) a gestione privata: Serra, Caravino, Borgomasino, Vestignè e Maglione. Per quanto riguarda il Basso Canavese, l'Atc Torino 2 comprende la zona che va da Villardora e Cuorgnè, passando da Ciriè, Rivarolo, Feletto, Bosconero e San Benigno; conta circa 1700 iscritti. Nelle valli, l'Atc Torino 5 raggruppa le zone di montagna, le valli Orco e Soana e Chiusella, per un territorio che lambisce il parco del Gran Paradiso. Gli iscritti sono poco meno di seicento.
Vincenzo Iorio