Addio a Bena, artista e ristoratore

LORANZÈ.Aveva compiuto 84 anni all'inizio di settembre, Lorenzo Bena da Chivasso e dal dopoguerra cittadino loranzese la cui fama si era rapidamente diffusa in Pedanea e un po' in tutto il Canavese.
A rendere conosciuto e stimato Lorenzo Bena anche ben oltre i ristretti confini di Loranzé è stata indubbiamente la sua attività artistica: una passione coltivata sin dai tempi giovanili, quando si era formato alla scuola di Mario Gachet e Antonio Conti, e mantenuta con immutato impegno sin quasi all'ultimo.
E proprio la dicitura "pittore" i congiunti hanno voluto opportunamente stampare sul manifesto funebre che all'inizio della scorsa settimana ne ha annunciato la dipartita, avvenuta presso l'ospedale eporediese, destando unanime cordoglio in tutta la zona.
Dalla natìa Chivasso, Lorenzo Bena si era trasferito a Loranzé nel 1948, fresco reduce di guerra, combattuta prima nell'Esercito italiano coi gradi di Caporal maggiore di Fanteria e quindi come partigiano in Valchiusella.
Una partecipazione generosa, com'era nel suo carattere, che nel novembre 1984 gli valse il conferimento della Croce al Merito di Guerra. Ed era questo, insieme con quello di Cavaliere al merito della Repubblica, un riconoscimento di cui egli andava giustamente orgoglioso.
Unitosi in matrimonio con l'amata Maria Ramella, Bena non lesinò impegno e serietà neppure nello svolgimento delle mansioni di messo e impiegato comunale a Loranzé (per 14 anni) e poi di collocatore presso l'Ufficio d'Ivrea, per altri sedici.
Una volta andato in pensione, aveva potuto dedicare ancora più tempo alla pittura, e alla gestione della rinomata trattoria "Mondovino" (poi passata al figlio Carlo e alla nuora Felicina), che Lorenzo Bena aveva fondato con la moglie intorno alla metà degli anni Cinquanta. Un locale che da mezzo secolo è un significativo punto di riferimento per gli amanti della buona tavola e del buon vino.
Tiziano Passera