Sono arrivati anche a dorso di mulo
CERESOLE.Venti gruppi in costume, settecento "iscritti alla festa" e tanta altra gente venuta per assistere agli spettacoli, incontrare amici, curiosare. La "Fesa d'l Patuà, Festa internazionale del Patois, svoltasi sabato e domenica ha radunato a Ceresole una folta rappresentanza del popolo francoprovenzale di Italia, Francia e Svizzera, che dimostra in queste occasioni una varietà e vitalità di lingua e tradizioni, da molti insospettata. All'edizione 2004 del raduno hanno preso parte numerosi patoisants della Savoia, di Lione e dell'Ain, già arrivati sabato pomeriggio in auto, in pullman o.. a dorso di mulo. Un gruppo intero, dell'associazione "La route des Tommes", è infatti arrivato con i muli, attraversando colli e valli, da Courchevel fino a Ceresole, passando per la Valgrisenche, la Valsavaranche ed infine valicando il Nivolet. Dai Cantoni della Svizzera Romanda è invece arrivata solo una rappresentanza con Philippe Carthoblaz.
Tanti i valdostani accompagnati dal presidente del Comité, Iris Morandi, e da quello del Centre René Willien, Alexis Betemps. E poi tantissimi i patoisants, in costume e non, delle valli di Susa, Sangone, Lanzo, Orco e Soana. Presenti anche in piccola delegazione, i francoprovenzali di Puglia. Ad esibirsi sono stati cantanti come il savoiardo Patrice Combey, gruppi folcloristici, cori e "patoisants" che hanno recitato poesie, racconti, scenette. Nel corso dei due giorni vi è stato anche un convegno in cui Marc Bron, presidente dell'Aes, associazione insegnanti di savoiardo, ha illustrato una proposta di grafia elaborata dal gruppo di lavoro internazionale costituitosi di recente. Presentati, inoltre, nuovi libri in francoprovenzale, tra cui Lu parlaar dli Biru, raccolta di vocaboli del patois di Ceresole, fresca di stampa, di cui è autore Antonio Oberto.