La città piange una ‘bambina speciale'
IVREA. L'intera comunità eporediese si è fermata, sabato pomeriggio, per tributare un ultimo commosso saluto a Laura Pizzino, la bambina di appena undici anni morta mercoledì scorso per emorragia cerebrale. La chiesa di San Grato è parsa davvero troppo piccola per contenere un dolore tanto grande quanto straziante. I negozi del Borghetto, in segno di lutto, hanno abbassato le saracinesche. Il traffico nel piccolo quartiere è stato bloccato. Centinaia le persone che in silenzio hanno seguito sul sagrato la messa officiata dal vescovo emerito Monsignor Luigi Bettazzi. L'alto prelato, amico intimo della famiglia Pizzino, ha usato parole toccanti durante la funzione. «Lauretta è vicina al Signore» ha detto con voce rotta dalla commozione.
«E' felice - ha proseguito Bettazzi - e al Signore chiede di starci vicino, di darci forza attraverso la fede».
Parenti venuti da lontano, amici, compagni di scuola, insegnati, tutti si sono stretti attorno ai genitori di Laura, Patrizia Merlo e Michele Pizzino, al loro figlio maggiore, Francesco di 14 anni, e a Dario. Tutti insieme per piangere una "bambina speciale" ma anche per avviare, nel suo ricordo, un comune percorso di speranza. Perchè, nella sua pur breve vita, Laura aveva saputo fare propri gli insegnamenti ricevuti da genitori da sempre impegnati accanto a chi soffre e ha bisogno.
Da poco abitavano in corso Nigra, ad Ivrea, dopo aver vissuto per anni ad Albiano. Qui la famiglia Pizzino era impegnata in prima persona nella ong Cisv. Da pochi giorni, il papà della piccola era rientrato dal Brasile, insieme a Monsignor Bettazzi. Patrizia Merlo è molto conosciuta in città per il suo lavoro di assistente sociale al consorzio In.re.te.
Laura frequentava il secondo anno della scuola media "Leonardo Da Vinci". In chiesa i suoi compagni delle elementari hanno voluto leggere poche righe scritte con il cuore. "Cara Laura, ti ricorderemo sempre per la tua tenerezza, per i tuoi sorrisi, per la tua capacità di starci vicino quando avevamo bisogno di una parola di conforto. Non dimenticheremo mai i momenti stupendi vissuti insieme, le prove per i balletti, per le recite. Grazie di tutto. Ci mancherai. Ciao Laura".
Laura si è sentita male lunedì 13: ha accusato forti mal di testa. Portata al pronto soccorso, è stata subito trasferita al Regina Margherita di Torino. Un'emorragia cerebrale dovuta ad un male subdolo di cui nessuno sapeva e poteva sospettare l'esistenza: Laura si è spenta mercoledì pomeriggio, dopo un giorno e mezzo di coma.
Toccante il ricordo di don Giuseppe Duretto, parroco del Borghetto. «Lauretta era una bambina allegra, impegnata con assiduità nella vita parrocchiale - dice don Duretto con un groppo in gola -. Queste sono tragedie per certi versi inspiegabili. Sembra quasi che Dio voglia chiamare attorno a sé sempre i migliori».
Vincenzo Iorio