La storia della Fiera di San Matteo


PONT CANAVESE. «La fiera non è soltanto un momento commerciale, ma l'occasione, soprattutto nel passato quando i mezzi di comunicazione erano pressochè inesistenti, per ritrovare gli amici, scambiasi le notizie e fare festa».
«La fiera diventa dunque di per sè un evento musicale in cui si mescolano i richiami dei venditori, le esclamazioni di saluto, il vociare di tutto un insieme di persone che parlano, ridono, contrattano, felici di poter trascorrere una giornata attesa e diversa da tutte le altre». Così scrivono gli autori, Alfredo Gea e Renza Aimone, del libro "Le note raccontano - momenti di vita tra passato e presente nel borgo di Pont", pubblicato lo scorso anno dall'associazione Ij Canteir, in un capitolo interamente dedicato alle fiere e ai mercati che si tenevano nel centro di fondovalle. I due autori hanno condotto un'attenta ricerca che ha permesso loro di tracciare un ampio quadro che abbraccia molti aspetti ed avvenimenti della storia del paese.
In particolare sono di notevole interesse alcuni documenti riguardanti la storia delle fiere da loro scovati nell'archivio comunale. Si tratta di una serie di lettere inviate all'Intendenza di Ivrea dal sindaco in carica a Pont nel 1836, tale Bertogliatti, per chiedere l'autorizzazione a ristabilire i giorni di fiera e di mercato. A quel tempo, infatti, pare che il commercio languisse nel centro di fondovalle il quale, nella sua millenaria storia, ha sovente alternato momenti di crisi a momenti di crescita economica, legati a vicende politiche, evoluzione tecnologica ed anche alle variazioni climatiche.
Lo confermano certe notizie tramandate da generazione in generazione, anche se non suffragate da testimonianze scritte, di cui, come scrive quel sindaco, "si dice per tradizione". Si tratta, insomma di una storia mai scritta, ma archiviata nei ricordi dei pontesi. Questa storia dice che Pont, nel lontano medioevo, era uno dei più grandi centri del Canavese, dove il commercio era fiorente grazie alla sua posizione alla confluenza dell'Orco e del Soana e all'imbocco di valli che erano vie di transito con le terre d'Oltralpe. Allora gli scambi con la Valle d'Aosta erano abituali, tanto che i valdostani, che scendevano dal colle del Bardoney in Valle Soana, avevano posti fissi durante il mercato settimanale.
Dalla Galisia, invece, a quei tempi passava un traffico piuttosto intenso di viandanti e di bestiame provenienti dalla Savoia. Si può quindi immaginare quanto fossero importanti le fiere che certamente già a quel tempo si svolgevano a Pont. Scrive il sindaco Bertogliatti "... è probabile che già allora si facesse la fiera di San Matteo. Pretendono alcuni sapersi, per tradizione, che questa fiera si facesse una volta per tre giorni, cioè nel 21, 22, 23 di settembre e che, col disegno di trattenere ancora nel borgo della gente forestiera, siasi eletto, a patrono di questa parrocchia, San Costanzo la di cui festa cade ancora adesso il 24 di detto mese...».
Le fiere erano più di una, di certo doveva esserci anche allora quella primaverile, perchè' queste rassegne commerciali corrispondono da sempre con i giorni della transumanza, ossia della salita e della discesa delle mandrie dagli alpeggi. La fiera principale pare comunque essere fin dall'antichità quella di San Matteo, che si svolge nei giorni coincidenti con l'inizio dell'autunno e con la "desarpa", la discesa dall'alpeggio, che in tutto il mondo alpino è per tradizione momento di incontro e di festa. Questo appuntamento pare non sia mai venuto meno, neppure nei periodi di declino del commercio registrati nei secoli seguenti, quando gli scambi attraverso i colli erano diventati meno frequenti. Vi sono documenti che testimoniano lo svolgersi della fiera di San Matteo, detta anche "di settembre", nel 1600 e nel secolo seguente. Nella seconda metà del 1800 la fiera di San Matteo riconquistò' importanza, mentre si consolidava la vocazione commerciale del paese, tanto che nel 1878 vi si svolgevano ben sette fiere, più il mercato settimanale del lunedì.
Oggi, le fiere vere e proprie sono due: quella di San Matteo e quella di San Luca che ha luogo in ottobre. L'appuntamento primaverile è invece proseguito ai nostri tempi con la Mostra dell'Artigianato che si svolge ai primi di giugno. Ma quel vociare e quell'atmosfera di festa così ben descritta nel libro dei Canteir la si ritrova alla Fera d' Stember, il 20 e 21 settembre, tra le centinaia di bancarelle dei Prà dla Fera.

Ornella De Paoli