Solidarietà a Merlo

SAN GIUSTO. Solidarietà e fiducia all'assessore di San Giusto, Ivan Merlo, e a tutta l'amministrazione comunale di cui era sindaco Francesco Ferraris presi di mira da un "corvo" che aveva cercato di gettare fango e scompigliare la campagna elettorale per la vendita di alcuni alloggi dell'"eredità Giovannini". Gli accertamenti effettuati dai carabinieri non hanno riscontrato alcuna irregolarità.
La lettera del "corvo" era un'infamia. La relazione, riservata, redatta dai carabinieri, dopo gli accertamenti fatti su dispoosizione del comando provinciale, chiarisce come non ci sia, nell'operazione, nulla che possa configurarsi come un reato. Ma la vicenda che ha fatto parlare molto in paese ha lasciato una profonda amarezza negli amministratori comunali, soprattutto nell'attuale sindaco, Giose Boggio, e nell'assessore Ivan Merlo. «Siamo stufi delle calunnie gratuite, le elezioni sono passate ed è il momento di iniziare a lavorare sodo per il bene dei sangiustesi - aveva detto il sindaco -. Nessuno pensi di indimidire il Comune con questo genere di espedienti». Giose Boggio aveva poi espresso solidarietà e massima fiducia, propria e dell'intero gruppo, nei confronti dell'assessore Merlo.
Ora, in redazione, è pervenuta una lettera firmata da Oscar Stoppa e da alcuni amici che rinnova fiducia e solidarietà all'ex vicesindaco di San Giusto. «Biasimiamo coloro che con lettere anonime da anni disturbano o cercano di disturbare l'amicizia, creare dubbi, rancori nonchè problemi seri ai vari sangiustesi - si legge nello scritto -. Invitiamo questi signori ad avere il coraggio delle proprie azioni e di non nascondersi dietro a lettere non firmate. Il Comune di San Giusto, tramite la propria amministrazione, ha alienato nello stesso periodo diversi immobili (alloggi e terreni) ma soltanto per certi immobili, secondo queste persone che preferiscono rimanere anonime, ci sono dei problemii. Questo è davvero strano».
«Sono molto amareggiato e dispiaciuto per quanto successo - spiega l'assessore Merlo - non tanto per il danno di immagine che qualcuno avrebbe voluto procurare al sottoscritto, ma per il modo in cui è stata tirata in ballo la mia famiglia (proprio l'acquisto da parte di uno dei figli di Merlo di uno degli alloggi in questione, ereditati dal Comune e localizzati a Torino, è stato il bersaglio della campagna denigratoria ndr). Sono sempre stato tranquillo: faccio l'amministratore da diversi anni e sono pronto ad accettare anche le critiche ma davvero non avrei mai immaginato che si pottesse arrivare a tanto».
Adesso gli amministratori auspicano che tutto torni alla normalità in modo da poter lavorare con più serenità.