Quella ‘cultura dell'accoglienza' che qualcuno fatica ad acquisire

IVREA.In una città all'affannosa ricerca di vocazione turistica molto importante risulta la "cultura dell'accoglienza" di cui non sempre il settore commerciale eporediese pare provvisto. Troppo sovente chi viene da fuori si trova di fronte a comportamenti che lasciano esterrefatti e che, puntualmente, vengono denunciati al nostro giornale. E' successo anche nei giorni scorsi per due episodi.
Il primo in un bar del centro. Tre persone e una bambina di sette anni si siedono ai tavolini del dehor e consumano. La bimba chiede un lecca lecca ma le viene detto che il bar ne è sprovvisto. Dopo aver chiesto alla madre il permesso di andarlo ad acquistarlo nel bar vicino, la bambina si siede tranquilla mentre gli adulti conversano, bevendo e mangiando quanto portato dall'esercente. Ma una cameriera si accorge che la bambina ha il lecca lecca acquistato altrove, si avvicina e informa i clienti che la piccola non può sedere con gli altri perché sta consumando qualcosa non acquistato al suo bar. I genitori obiettano come non sia il caso di fare una polemica che coinvolge una ragazzina di sette anni, tenendo conto, in più, che loro stanno consumando. La cameriera è però irremovibile e i tre adulti si devono alzare, per permettere alla piccola di consumare tranquillamente la sua caramella.
In una gioielleria, invece, la titolare sbaglia a cambiare la pila ad un orologio subacqueo che, appena immerso in acqua diventa inservibile. Il proprietario dell'orologio torna a far presente l'incidente alla commerciante che, preso atto del proprio errore, conferma come l'orologio risulti non più utilizzabile e consiglia il cliente di acquistarne un altro, senza pensare ad alcuna forma di risarcimento.
E' ovvio che i casi segnalati non costituiscono la norma ma anche due sole "pecore nere" possono gettare discredito su un'intera categoria. «La competenza e la gentilezza sono due requisiti fondamentali per chi vuole avere successo nel settore - dice l'assessore Avetta -. Ma io credo che la maggioranza dei nostri commercianti ne sia dotata».