‘Ci aspetta un autunno difficile'
IVREA. E' un autunno difficile quello che si prospetta per Ivrea e per l'intero Canavese. La crisi economica, che coinvolge non solo il nostro territorio ma l'intera nazione, sembra non trovare uno sbocco tale da condurre ad una vera ed effettiva svolta, capace di delineare nuove strade per il lavoro e l'occupazione. A tutto questo si aggiungono gli ultimi provvedimenti del Governo Berlusconi che prevedono il taglio del 10 per cento della spesa corrente dei Comuni. «Non posso nascondere la mia seria preoccupazione per Ivrea e per il Canavese - dice il sindaco Fiorenzo Grijuela - Mai come oggi ho dovuto verificare quanto sia difficile governare un Comune.
«Con l'ultima decisione del Governo centrale - prosegue il sindaco - siamo nell'incertezza più completa. Gli enti locali devono investire sulle città, tenendo conto in particolare della solidarietà e dunque prendendo in seria considerazione la spesa sociale; devono erogare servizi e occuparsi del patrimonio pubblico. Tutto questo comporta spese elevate che vanno programmate, sulla base delle entrate proprie e di quelle che provengono dagli Enti superiori. Le recenti decisioni del Governo mettono invece in serio imbarazzo i Comuni che si trovano sovente di fronte a regole e direttive che i ministri mutano in continuazione. Ivrea ha approvato un bilancio di previsione che propone vari interventi sulla base delle disponibilità finanziare. Ora questo documento deve essere rivisto, tagliando appunto il 10 per cento delle spese».
Ciò che teme il sindaco è di non riuscire a rispettare il Patto di Stabilità nel caso il Governo decidesse di introdurre in esso anche le spese per gli investimenti delle opere pubbliche. «Se i Ministri si orienteranno in questo senso rischiamo di dover bloccare diversi lavori in corsi - puntualizza Grijuela -. Ciò avrebbe come conseguenza una riduzione del lavoro anche nell'edilizia. Il quadro che sto delineando è piuttosto tragico per la nostra città, il territorio circostante e per il Torinese, che necessitano di seri interventi per le infrastrutture e per permettere di compiere quel salto economico che li possa far uscire dal tunnel della crisi. Oggi c'è addirittura il rischio di regredire, se non si realizzeranno alcune opere importanti».
E per Ivrea, fra le opere primarie, Grijuela individua gli interventi sulla linea ferroviaria Ivrea/Torino. Egli fa presente quanto sia difficile raggiungere dalla nostra città il capoluogo che dista una quarantina di chilometri e per arrivarci con il treno occorre più di un'ora. Rendere più agevole il percorso e ridurre i tempi di percorrenza significherebbe dare a Ivrea la potenzialità di diventare una città di residenza per chi lavora a Torino, si migliorerebbe inoltre la pendolarità di lavoratori e studenti universitari. Molti di questi, oggi, non potendo disporre di un razionale servizio dei trasporti, sono costretti ad affittare un alloggio a Torino, pesando non poco sul bilancio familiare. Questo non si verificherebbe se si potesse raggiungere il capoluogo in una mezzora. Lo stesso spostamento degli uffici delle aziende da Ivrea a Torino o Milano sarebbe meglio tollerato dai dipendenti.
Un altro problema molto serio e complesso e soprattutto non più rinviabile nel tempo è la questione dei rifiuti che vanno visti nell'ottica della risorsa. Il sindaco di Ivrea è convinto il Canavese e la zona circostante debbano disporre di un inceneritore. A suo avviso si tratta di un impianto che non solo non inquina ma produce energia. Città piuttosto vicine a noi, come Lodi e Brescia, da tempo utilizzano una struttura di questo tipo che potrebbe produrre energia da utilizzare a costi ridotti rispetto agli attuali.
Per Grijuela è poi essenziale che la Regione Piemonte si impegni per predisporre un piano di incremento delle reti di innovazione tecnologica, indispensabile per le nuove aziende. Egli afferma che la città sta vivendo una crisi ben peggiore di quella che ha portato alla chiusura dell'Olivetti, perché ora sono colpite tante piccole aziende vitali per la richiesta occupazionale della zona.
Il sindaco vorrebbe poi che i Comuni del Canavese continuassero a collaborare, come hanno fatto negli anni addietro con i Patti Territoriali, strumento di programmazione servito per ottenere fondi comunitari ora in fase di esaurimento, perché i prossimi finanziamenti saranno dirottati verso i Paesi dell'Est da poco entrati nell'Unione Europea. «Il confronto fra gli Enti Locali sulla deindustrializzazione del nostro territorio va compiuto al più presto - dice il sindaco -. L'obiettivo è sollecitare la Regione a predisporre un piano strategico per l'economia delle medie e piccole aziende, che oggi rappresentano un'importante risorsa per il territorio».