S. Giusto, vicesindaco nel mirino
SAN GIUSTO. «Sono molto amareggiato, e non solo non ho nulla da nascondere ma, anzi, sono il primo ad augurarsi che le indagini in corso smentiscano ogni sospetto»: Ivan Merlo, riconfermato vicesindaco di San Giusto, è il primo a voler fare chiarezza sulla presunta vendita irregolare di immobili legati al patrimonio dell'ingente eredità Giusto Gioannini. La vicenda, trapelata nei giorni scorsi, risalirebbe alla vigilia delle ultime elezioni.
Sarebbe partita da una lettera anonima inviata alla Procura: il riferimento è proprio alla procedura della suddetta compravendita, s'insinuano presunti favoritismi nei confronti di un parente del succitato assessore. E' lo stesso Merlo a fornirci la sua versione. «In realtà - dice - già cinque anni fa la ex-giunta Ferraris aveva deciso di alienare quegli immobili, tra l'altro di scarso valore necessitando essi di urgenti lavori di sistemazione che il Comune non era più in grado di sostenere: tant'è che, nonostante la declassazione, uno di loro è restato ancora invenduto. Mio figlio Alex era interessato a comperarne uno, ed ha partecipato alla gara pubblica di acquisto alla pari di tutti gli altri acquirenti».
Lo stabile, situato nei pressi della stazione Dora a Torino, fa parte dell'ingente patrimonio immobiliare ereditato dal prof. Giusto Gioannini: un complesso di proprietà la cui non semplice gestione, assieme a quella dell'ingente lascito in denaro, garantisce ogni anno l'istituzione di borse di studio per non abbienti o portatori di handicap residenti in paese.
A seguito dell'esposto, sono comunque scattati gli accertamenti da parte dei Carabinieri: al momento non è dato a sapere se l'autorità giudiziaria deciderà di procedere o archiviare il caso. Merlo preferisce non andare oltre. «Posso tollerare tutto - dice - anche la strumentalizzazione politica di un documento anonimo e disdicevole ma non gli attacchi personali a me ed alla mia famiglia, questo no. Credo che l'esito del voto del giugno scorso, il gradimento personale e, soprattutto, l'impegno e l'onestà che ho sempre cercato di dimostrare da quando opero come amministratore pubblico, parlino da soli; queste cose fanno davvero male, e portano a riflettere».
Una vicenda che, comunque vada a finire, ha fatto molto parlare e lascerà il segno. La giunta del sindaco Giosi Boggio si dichiara tranquilla e solidale col vicesindaco «voglio smentire e precisare che non mi risulta che la polizia giudiziara abbia acquisito atti sia per accertamenti propri che per indagini delegate dalla procura».
«Al momento - commenta Domenico Ozzello, leader di "Rinnovamento Sangiustese" - non abbiamo elementi per una valutazione. Posso solo dire che, se la magistratura lo consentirà, chiederò appena possibile copia di tutti gli atti relativi alla gara in questione e, più in generale, all'eredità Gioannini». La minoranza conferma, in tal modo, l'atteggiamento non certo conciliante nei confronti della uscente gestione Ferraris, emerso nell'ultima riunione del consiglio comunale dove Ozzello presentò tutta una lunga serie di interrogazioni. Tra esse quelle sulla convenzione per la gestione del centro sportivo comunale da parte del FC Canavese, e le spese relative alla gestione dei telefonini in uso ai dipendenti comunali: «Temi sui quali - ribadisce - persistono i nostri dubbi». Dal canto suo, Giovanni Verga di "Sangiustinsieme" ammonisce: «Attenzione ai processi alle intenzioni. Non dimentichiamo che siamo di fronte ad una lettera anonima. Lasciamo che le indagini facciano il loro corso, poi valuteremo. Noi abbiamo sempre detto a chiare lettere di voler collaborare con la giunta Boggio, ovviamente nel rispetto del ruolo di controlllo istituzionale che ci compete».
Stefano Saccotelli