Fluttero in Regione? «Un'ipotesi realistica»
CHIVASSO. È opportuno che Fluttero si candidi alle prossime elezioni regionali del 2005? È questo il "tormentone" dei primi giorni di agosto. Il primo cittadino non ha mai nascosto la sua disponibilità a proporsi per una poltrona a Palazzo Lascaris e, anche in seguito al "tentato golpe" di fine giugno, l'argomento è salito di interesse. Il primo a sollevarsi contro questa ipotesi è stato il presidente del consiglio, l'azzurro Massimo Giovannini che ha deprecato tale ipotesi.
Naturalmente iniziamo con il parere del diretto interessato, Andrea Fluttero.
Come si pone di fronte alla problematica sollevata da Giovannini?
Sono abituato a dire le cose senza giri di parole e sento l'obbligo di confrontarmi direttamente con i cittadini. Già durante la scorsa campagna elettorale per le Provinciali, non avevo nascosto che, in caso il centrodestra fosse andato in minoranza, avrei valutato l'ipotesi di candidarmi per le regionali. Alla fine del secondo mandato come sindaco infatti mi ritroverei in una posizione in cui non potrei proseguire la mia attività politica e sfruttare a favore del territorio e in un altro ente il lavoro svolto. Anticiperei in tal modo un po' la fine del mio mandato ma mi augurerei di potere fare qualcosa per i cittadini. Non l'ho mai nascosto.
La sua candidatura è probabile o certa?
A livello ufficiale non si è deciso niente e non credo che Alleanza Nazionale voglia decidere prima dell'autunno o della fine dell'anno.
Nel caso decidesse per la sua candidatura, cosa accadrebbe alla città?
Si tratterebbe di andare ad elezioni anticipate, ma la città non avrebbe un commissario per un anno. Nel caso il partito decidesse di candidarmi, mi dimetterei pochi mesi prima delle votazioni per non lasciare la città scoperta. Certo, è un azzardo, ma preferisco rischiare io che non fare correre alla città il pericolo del commissariamento. In questo modo ci sarebbe un percorso lineare e di continuità.
Quali sono le caratteristiche che dovrebbe avere il suo successore?
Credo che il candidato possa essere espresso da ogni forza politica appartenente alla nostra coalizione. Ogni partito dovrebbe mettere sul tavolo il candidato che ritiene migliore, senza liti e con pari dignità. Dovrebbe avere il pieno consenso del partito di provenienza, una buona esperienza amministrativa e dovrebbe essere una persona conosciuta e stimata tra i cittadini.
Per quel che riguarda le componenti della Casa delle Libertà attualmente non in maggioranza...
La Lega e l'Udc non li ha mandati via nessuno. I problemi con i due consiglieri attualmente dell'Udc sono interni a Forza Italia. L'Udc non è in maggioranza perché gli azzurri non hanno concesso loro un assessorato. Prima di preoccuparsi di elezioni non ancora definite, Massimo Giovannini farebbe una cosa utile alla coalizione nell'occuparsi di garantire i numeri del suo partito. Sicuro che lo farà come ha già avuto modo di fare in passato.
Evidentemente, il messaggio agli alleati (e a Giovannini in primis) non si può dire che non sia chiaro...
Silvia Alberto