Animali, ora una legge li difende

IVREA. Nuova legge contro il maltrattamento degli animali. E' entrata in vigore domenica primo agosto e prevede pene più severe a chi maltratta gli animali d'affezione. E se c'è chi osserva che, con questa legge, gli animali sono promossi nella serie «A» della considerazione giuridica allineando l'Italia al resto d'Europa, il coro di una sessantina di associazioni animaliste osserva come, nonostante le richieste pressanti, l'animale resti ancora «oggetto» e non sia diventato «soggetto giuridico». «Ciò che si tutela - spiegano - è il sentimento per gli animali e non l'animale stesso».
Va detto, per dovere di cronaca, che il testo approvato dal Parlamento ha subito varie modifiche rispetto a quello portato in aula all'inizio della discussione. Nonostante questo, per la Lav, la Lega antivivisezione, «resta un valido e importante strumento per la tutela degli animali e rivoluziona l'approccio investigativo per contrastare le molte centinaia di migliaia di maltrattamento e abbandono di animali, lo sfruttamento di cani per i combattimenti e le corse clandestine di cavalli». Le associazioni animaliste, comunque, saranno in prima fila nell'impegno per far rispettare le disposizioni della nuova legge. A loro, infatti, è riconosciuto un ruolo diverso: avranno la possibilità di essere parte lesa in caso di reati. Non solo: lo Stato darà alle associazioni che si occupano di animali sequestrati o confiscati le entrate derivanti dalle sanzioni.
Fra Stato e Regioni, inoltre, sarà possibile programmare attività di promozione con le scuole di ogni ordine e grado e proporre progetti sul rispetto e la conoscenza degli animali e dei loro comportamenti.
A Ivrea, Luciano Sardino, presidente della Lega Nazionale per la Difesa del Cane, commenta l'entrata in vigore della nuova legge e spiega anche perchè, nella galassia animalista, ci siano posizioni così differenti. «La legge tende a tutelare meglio gli animali d'affezione - dice - evitando di affrontare tutta una serie di altre questioni. E' chiaro, quindi, che le associazioni che si occupano di animali a tutto tondo non sono soddisfatte». E lei? «Io dico che si possono fare leggi buone, anzi buonissime. Il problema resta, comunque, quello della loro applicazione. In questi anni ho fatto e visto fare moltissime denunce. I tempi della magistratura, però, sono sempre lunghissimi e, nella mia esperienza, non ho visto affatto diminuire i reati nei confronti degli animali. Anzi». Sardino dice «non vorrei che, di fronte all'entusiasmo iniziale della nuova legge, non ci fosse poi un crollo, un po' come è accaduto per la patente a punti. Qui, nella nostra zona, nonostante le tante campagne di sensibilizzazione la situazione non è per niente migliorata. Non sappiamo più dove mettere i cani, riceviamo segnalazioni di maltrattamenti da ogni parte. Per non parlare delle richieste di ritirare cucciolate di ogni tipo».
Dal primo gennaio prossimo, inoltre, è prevista un'altra rivoluzione nella normativa che annulla i tatuaggi a favore del microchip, da inserire sotto la cute del cane. Una sorta, insomma, di tatuaggio elettronico. Basterà un microchip a risolvere il problema dell'anagrafe canina? Sardino osserva: «Mi piacerebbe. Io sono anni che continuo a ripetere le stesse cose. La legge va anche bene, ma chi deve controllare?»