Sei coppie per il successo finale

SAN FRANCESCO AL CAMPO. Si conclude questa sera, lunedì 19, la Sei Giorni di Torino. In lizza per la vittoria finale ben sei coppie: in testa i vincitori delle due prime edizioni della corsa, gli italiani Villa e Quaranta, dietro ad una manciata di punti le coppie Madsen-Larsen (Italporte), Van Zyl-Masotti (GSA), Donadio-Schlegel (Papani) e Liska e Zabka (SMV).
Le prime serate hanno visto sempre una coppia in evidenza, ma senza riuscire a staccare gli avversari. Nella quarta sera l'attacco lo hanno portato Villa-Quaranta, ma dopo aver vinto la corsa a punti e lo scratch la serata veniva interrotta per pioggia e così la coppia in maglia Isac non riusciva a fare il vuoto. Sarà per l'avvicinarsi delle gare olimpiche, ma quest'edizione è sicuramente tra le più belle.
Sin dalla prima serata la tribuna è sempre stata gremita (nelle precedenti edizioni il pubblico era latitante). Il vero mattatore della Sei Giorni (comunque vada a finire) è Sebastian Donadio che nel giro lanciato ha sempre vinto e ha divertito con spettacoli canori e altri show.
Nelle gare riservate alle categorie giovanili, per il trofeo Carlo Martinetto nella categoria giovanissimi, dominio del Velo Club Eporediese Seinox con il primo e secondo posto tra i G5 con Stefano Buratto e Luca Bedin, terzo Rossi (Piossasco); tra i G6 il pedale Leinicese conquista la piazza d'onore con Gallea.
Tra gli Juniores/U21 il castellamontese Scavarda s'impone sulla coppia della Brunero Camel Cravero-Papa.
Anche gli spettacoli quest'anno hanno trovato il giusto equilibrio e la performance di Mario Occhetti in arte Kim (voce storica dei Cugini di Campagna) ha scaldato la platea, peccato per la serata di sabato che la pioggia ha rovinato. Questa sera, lunedì 19, sono in programma tre gare bellissime e senza dubbio che non mancheranno di dare spettacolo; alle 20, l'eliminazione gigante; alle 21,50, il giro lanciato e alle 22,45, l'americana con tutti i punti conquistati in classifica. Al termine tutte le premiazioni. Chi succederà a Mc Grory-Gibb? La speranza è di una coppia italiana.
Giorgio Sergnese