E' un'Ivrea a trazione anteriore

IVREA. Domani, martedì, al Pistoni, primo atto ufficiale della stagione 2004-2005 per l'Ivrea. La compagine arancione svelerà il suo volto e illustrerà i programmi in vista del campionato di Serie C2. Le operazioni di mercato non sono ancora terminate e si parla di nuovi arrivi, tra cui il giovane e promettente centrocampista del Canavese Andrea Rosso, classe 1984.
Intanto l'attacco si arricchisce ulteriormente con l'acquisto di Manuel Sinato, canavesano di Agliè dove è nato nel 1979, prelevato dal Como. Sinato nella passata stagione ha vestito la casacca della Biellese. La carriera di Manuel cominciò nel Prato, dopo gli inizi nel calcio giovanile nostrano. Questi per ora gli altri sicuri innesti nella rosa: i difensori Stefano Conficconi (dal Ravenna), Alberto Mantelli (dal Sora), i centrocampisti Stefano Rondinella (Lucchese), Siumar Nazarè Ferreira (Padova), Vincenzo Patti (dal Gualdo), gli attaccanti Alessandro Andreini (Pro Sesto), Fabio Artico (Spal), Giovanni Abate (Biellese). Bandieri (1987), proveniente dalle giovanili del Torino, sarà utilizzato dalla formazione Berretti, affidata alle cure di Alessandro Castagna.
Diversi i giocatori che non vedremo più in maglia arancione: Marco Moro, Gian Paolo Motta, Morgan Egbedi, Emil Zubin, Cristiano Scazzola, Nicola Ragnagnin, Nicola Lenzoni, Giovanni Fietta, chi per fine contratto chi per fine prestito. La società ha cercato di piazzare i colpi necessari per rinforzare la squadra laddove ce n'era bisogno.
Confermati Marco Bergantin, Stefano Murante, Ivan Tolotti, Filippo Vianello, Luca Mordenti, Alessandro Caparco, Roberto Fogli, Mirko Monetta e naturalmente capitan Andrea Zucco. Mister Gianluca Gaudenzi avrà a sua disposizione un ventaglio di scelte importante: a lui il compito di far rendere al massimo il patrimonio tecnico. Stando alle dichiarazioni di alcuni giocatori il morale è quello auspicabile e anche le ambizioni personali non mancano. Nella passata stagione, l'Ivrea chiuse le proprie fatiche, al primo anno di C2, al sesto posto, in pratica ad un tiro di schioppo dalla zona play-off.
Nelle intenzioni di tutti, atleti, dirigenti, vi è il miglioramento che significherebbe un prestigioso salto di qualità; infatti si spalancherebbe uno scenario da sogno con i play-off o addirittura la promozione in Serie C1, una categoria che, visti i chiari di luna del calcio professionistico italiano, il sodalizio eporediese meriterebbe per serietà e oculatezza nella gestione.
Ma adesso bando ai voli pindarici. La cosa essenziale è che l'Unione Sportiva Ivrea, nata nel lontanissimo 1918, alla fine della Grande Guerra, ha la possibilità e tutte le carte in regola per tentare la scalata verso le vette più ambite. Logicamente serviranno varie componenti, ad esempio il sostegno dei tifosi e degli sportivi a prescindere dai vincoli campanilistici. La rinascita del Canavese deve partire anche dallo sport e il calcio offre una ghiotta opportunità.
Aldo Sesselego