‘Muro contro muro' a Tavagnasco

TAVAGNASCO. È iniziata con una seduta consiliare al'vetriolo', la nuova legislatura nel Comune di Tavagnasco, con sindaco Giovanni Battista Vacchiero Salet. A pochi giorni dalla riunione l'atmosfera è ancora rovente in casa della minoranza che, a detta dei suoi rappresentanti, si è presentata con la volontà di fare un'opposizione costruttiva per il bene del paese, ricevendo in cambio solo accuse e critiche da parte del primo cittadino e dall'ex sindaco Eligio Morello.
A scatenare le reazioni degli esponenti della minoranza, Lina Franchino, Elvira Franchino e Alberto Franchino, sarebbero state alcune frasi ritenute offensive pronunciate nei confronti di alcuni amministratori del loro stesso gruppo e dei propri elettori da Vacchiero Salet e da Morello, durante i consueti discorsi per l'insediamento del consiglio comunale.
Ed è l'ex candidata a sindaco Lina Franchino, oggi all'opposizione, che dà fuoco alle polveri. «Non possiamo che reagire - dice il consigliere Lina Franchino - di fronte all'accusa del sindaco di avergli sguinzagliato contro i nostri elettori, definendoli peraltro dei "cani rabbiosi" da richiamare a cuccia per cinque anni. Devo dire che i cani si sono sciolti da soli, liberandosi delle catene dopo un lungo periodo di cattività, ed è stato impossibile fermarli: del resto la libertà è per ogni essere vivente ragione fondamentale di vita».
A rincarare la dose è la sua collega Elvira Franchino, che rimarca scarsa correttezza da parte del sindaco nella conduzione della seduta consiliare. «Ha dato la parola al loro capogruppo Eligio Morello, senza averlo prima nominato ufficialmente e senza darci la possibilità di nominare il nostro - spiega il consigliere Elvira Franchino -. Ma ciò che più ci ha umiliato è stato l'atteggiamento di totale chiusura nei nostri confronti. Personalmente non mi ha concesso la possibilità di replicare agli attacchi del capogruppo Morello, che ha lanciato strali contro alcuni ex amministratori della nostra lista, definendoli delle "minestre scaldate", e ha cercato di intimorirci avvertendoci di non rivolgerci mai ad altre autorità perché, a Tavagnasco, i panni sporchi si lavano in famiglia. Alla mia richiesta d'intervento Vacchiero Salet ha risposto chiudendo repentinamente la seduta consiliare».
Minimizza l'accaduto il primo cittadino di Tavagnasco, Giovanni Battista Vacchiero Salet, il quale respinge al mittente le accuse, sostenendo di essersi comportato con correttezza nel dar voce ai due schieramenti, attraverso gli interventi della rappresentante di minoranza Lina Franchino e del capogruppo di maggioranza Morello, prima di sciogliere la seduta. «L'appunto che ho mosso alla lista di opposizione - precisa il sindaco Vacchiero Salet - riguardava il fatto di aver cercato, con ostinazione, nel comporre la lista, persone con grado di parentela molto stretto con alcuni componenti della mia lista, senza peraltro ottenere il risultato sperato. Questo è stato da me considerato un atto miserevole: ritengo, infatti, che nella battaglia amministrativa e politica debbano sempre far da guida l'etica e la dirittura morale.
«L'altra osservazione era riferita - ammette il primo cittadino di Tavagnasco - al fatto che la minoranza aveva sciolto, durante il mese precedente le elezioni, alcuni cani rabbiosi, che hanno abbaiato furiosamente contro la mia persona, contro il sindaco uscente e tutti i componenti della mia lista. Ricordo di aver detto, semplicemente, che le elezioni erano terminate con la nostra vittoria e che era venuto il momento di richiamarli e dirgli di tornare a cuccia per cinque anni».
E aggiunge: «Per me la campagna elettorale è chiusa e ritengo finita qualsiasi polemica. Dai consiglieri di minoranza, giacché hanno cercato un'alternativa alla mia candidatura, perciò credo che dissentissero sulla mia persona e di chi mi appoggiava, aspetto di conoscere la loro linea politica e amministrativa e l'atteggiamento che intendono tenere verso di me e l'amministrazione. In funzione di ciò valuterò serenamente quale sarà l'atteggiamento che dovremo adottare per il prossimo quinquennio».
Ma i rappresentanti della minoranza non demordono e annunciano: «Chi semina vento, raccoglie tempesta».
Cristina Baglione