‘Vi racconto il mio Giro'
AOSTA. Manca poco più di un mese dalla partenza della 41ª edizione del Giro ciclististo internazionale della Valle d'Aosta e il ‘patron' della corsa è sempre lui: Giovanni Ramires, 72 anni, al seguito della manifestazione da 40 anni. Nell'ambito della manifestazione è una vera istituzione.
Sarà ancora Ramires a dare il via al 41º Giro della Valle. «Abbiamo come sempre predisposto tutto. Per quanto riguarda l'organizzazione possiamo contare anche sull'impegno sempre più consistente - spiega Ramires - dei francesi. A livello tecnico, ci sono corridori che rappresentano il fior fiore delle migliori nazioni europee».
L'organizzazione può contare sull'apporto di 370 persone di un Giro che si articola su 6 tappe (partenza da Fènis e arrivo a Valais in Svizzera): ne fanno parte personale medico e paramedico, giudici, cronometristi, personale della polstrada e staffette motorizzate. Importante anche il lavoro degli addetti alle partenze e agli arrivi. «Siamo riusciti a ottenere da parte di tutti un impegno ancora maggiore degli anni scorsi - sottolinea Ramires -; per questo, credo, ma soprattutto spero, sia un bel Giro, con un grande vincitore». Il ‘patron' del Giro della Valle si augura che Marco Marzano, vincitore delle ultime due edizioni e recentemente primo nel Giro d'Italia dilettanti, passi al professionimo. «Questo lo dico solamente per non averlo nuovamente sul podio, per dare la possibilità a qualcun altro di vincerlo e augurando a Marzano tanta fortuna nella categoria superiore». Rammaricato per le vicissitudini che hanno coinvolto i due portacolori della Valle D'Aosta, vale dire Erik Bochicchio (ventunesimo lo scorso anno) che ha abbandonato l'attività, così come Simone Roveyaz (settimo al Giro della Valle nel 2003). Ramires sottolinea: «Spero proprio che almeno Roveyaz ci ripensi per poterlo allineare al via della nostra manifestazione».
Giovanni Ramires, memoria storica della manifestazione, ricorda poi le edizioni passate del Giro. In particolare le due vittorie del russo Jaroslav Popoviych (2000 e 2001): giri molto combattuti e incerti fino all'ultima tappa. Secondo nel 2001 era stato Damiano Cunego, brillante vincitore dell'ultimo giro d'Italia professionisti. «Quello che invece ricordo come il più brutto e drammatico, specialmente sul piano umano - continua Ramires - è l'edizione 1993 dove aveva perso la vita per un incidente il corridore Diego Pellegrini». Appuntamento dunque per tutti gli appassionati di ciclismo a martedì 31 agosto: l'occasione sarà ghiotta per vedere in azione atleti di qualità che potremmo ritrovarli tra qualche anno tagliare traguardi importanti del mondo professionistico.
A questo proposito bisogna ricordare che tra i vincitori del Giro della Valle D'Aosta troviamo corridori importanti come quelli di Gianni Motta (1963), Ivan Gotti (1989-1990) e Gilberto Simoni (1992).
Luigi Varese