«No al trasferimento a Lorenteggio» Si teme l'esodo di professionalità

IVREA. Lavoratori Wind sul piede di guerra. E l'insolita iniziativa di un gruppo di addetti del Centro Controllo Reti e del Technical Support ha fatto il pieno, venerdì sera, in Sala Santa Marta. L'obiettivo della riunione indetta dai lavoratori era sensibilizzare sulle ultime decisioni dell'azienda e lanciare un appello alle istituzioni per chiedere aiuto.
Impresa non semplice. I lavoratori hanno incassato (ma già c'era) la disponibilità all'opposizione dura al progetto da parte delle Rsu e l'impegno di amministrazioni e forze politiche a tentare di portare avanti una battaglia per il mantenimento dei settori qualificanti delle imprese sul territorio.
La vicenda sulla quale i lavoratori chiedono attenzione è emersa pochi giorni fa. Wind ha annunciato, nel corso di un incontro a Roma, la volontà di «ottimizzare» sulla capitale e su Milano tutti i centri di supervisione. E questo, per Ivrea, significa che trentasette persone addette al Centro Controllo Reti e Techical Support dovranno fare le valigie da settembre per Lorenteggio. Ma se, come evidenziato, per lavoratori addetti a mansioni e compiti organizzati ventiquattro ore su ventiquattro tutti i giorni dell'anno non è semplice immaginare una quotidianità che prevede quattro ore di viaggio al giorno, emerge, di nuovo, la questione della perdita di un pezzo qualificato di una grande azienda a favore di Milano.
E se uno degli slogan della serata diventa il fatto di non voler essere «una periferia di Milano», le istituzioni e la politica (erano presenti il vicesindaco Salvatore Rao, il consigliere provinciale Sdi Luigi Ricca, una funzionaria regionale, l'onorevole dell'Ulivo Mauro Chianale, il responsabile della Margherita Ettore Morezzi) riflettono sull'inizio di un processo che, in questi anni, si è ripetuto più volte.
Tocca a Luciano Guala, Rsu Wind dopo un lunghissimo passato di delegato metalmeccanico in Olivetti, raccogliere le energie del giovane gruppo di lavoratori alle prese con lo spettro di un trasferimento vicinissimo e una voglia di resistenza. Le categorie delle telecomunicazioni del sindacato confederale (in sala era presente il segretario regionale delle Slc Cgil Renzo Rabellino, ma non è intervenuto) hanno espresso contrarietà al progetto e sono state proclamate 4 ore di sciopero.
La Rsu Luciano Guala ha ricordato come, a Roma, all'ultimo incontro non sia stata presa in considerazione l'ipotesi di rivedere le decisioni dell'azienda. Davide Di Sarno, uno dei promotori della serata, ha sottolineato come «alla domanda se ci sia una possibilità di ricollocazione, per noi, a Ivrea, ci hanno risposto di no».
Il percorso è in salita. Del resto, Luigi Ricca ha ricordato come, mesi fa, a fronte di «voci» su ciò che è poi diventato realtà avesse scritto una lettera, poi fatta propria dal sindaco di Ivrea Fiorenzo Grijuela, per chiedere un incontro ai vertici Wind. «La risposta - sottolinea Ricca - fu che non ci sarebbero stati problemi. Mi impegno a presentare subito un'interrogazione in consiglio provinciale e a interessare il presidente e l'assessore al lavoro». (ri.co.)