Assemblea aperta dei lavoratori Wind «Non vogliamo andare a Lorenteggio»
IVREA.Un incontro promosso dai lavoratori Wind. L'appuntamento è per domani sera, venerdì 9 luglio, alle ore 21, in sala Santa Marta.
E' una iniziativa insolita, da parte dei lavoratori.
L'oggetto è la riorganizzazione aziendale annunciata dai vertici di Wind e che prevede, da settembre, il trasferimento di diversi centri che si occupano di controllo e gestione dalle attuali sedi a quelle centrali di Roma e Lorenteggio.
A Ivrea, sono interessati al trasferimento i trentasette dipendenti addetti al Centro Controllo Rete ed il Technical Support. Che, supportati dalle organizzazioni sindacali di categoria, hanno già espresso la loro contrarietà a, come dicono loro, «fare le valigie per Lorenteggio». Il motivo non è solo legato ai disagi di dover affrontare quotidianamente il viaggio fino a Lorenteggio per un lavoro organizzato in turni che coprono la fascia delle ventiquattro ore per trecentosessantacinque giorni l'anno. C'è, di fondo, il discorso della perdita di centralità di Ivrea, del trasferire i reparti qualificati e qualificanti altrove, lontano dalla provincia anche se è proprio ad Ivrea che, la Wind di oggi, è stata l'Infostrada di ieri, nata cresciuta e sviluppatasi in casa Olivetti.
Così, dopo le assemblee e l'evolversi della «questione sindacale», con la proclamazione di un pacchetto di alcune ore di sciopero, i lavoratori vogliono parlare con le istituzioni. «Il dibattito - spiegano i lavoratori che hanno promosso l'incontro - vorrebbe sensibilizzare tutti gli invitati (forze politiche, amministratori, sindacalisti e tutti coloro che hanno a cuore il territorio) sui rischi di impoverimento delle professionalità sviluppatesi grazie agli investimenti ex Infostrada. Il pensiero poco felice che ci accompagna in questa vicenda non si limita alla realtà aziendale, ma si estende alle ripercussioni che questa manovra avrà sulla società eporediese e canavesana che tanto ha creduto nell'innovazione e nelle ripercussioni occupazionali nei servizi nel momento della riduzione drastica della grande industria». (ri.co.)