Distretto, cambio al vertice
IVREA. Guido Bolatto presidente del Distretto Tecnologico, dopo sei anni di direzione, lascia la carica per la scadenza del mandato, a lui assegnatogli nel 1998 e rinnovato nel 2001. Il suo posto viene assegnato a Marco Camoletto, già assessore provinciale con varie competenze, compresa quella del lavoro e formazione professionale. Il bilancio dei sei anni di presidenza del Distretto, per Bolatto, è positivo ed egli si dice soddisfatto di ciò che oggi e diventato l'ente, anche se quest'anno il suo esercizio si è chiuso con un risultato contabile negativo di 461 mila euro.
«Negli ultimi sei anni, il Distretto ha vissuto un periodo di grande crescita, sia in termini di iniziative realizzate che di volume d'affari sviluppato, ma soprattutto ha profondamente mutato il proprio ruolo. Si è trattata di una crescita in termini d'identità che ha contribuito a proiettare il Distretto in una dimensione internazionale - sostiene il presidente uscente Bolatto - L'ente è passato da una fase pionieristica riferibile ai primi tre/quattro anni di esistenza ad una fase di crescita graduale, fortemente caratterizzata da una capacità progettuale e realizzativa di alto livello che ha consentito al Distretto di reiventarsi un proprio ruolo, modellandolo alle necessità che il territorio manifestava nel corso del tempo».
Guigo Bolatto ricorda poi che i dipendenti del distretto sono passati da due agli attuali quindici, senza contare le numerose collaborazioni esterne. Nel 2001, il Distretto Tecnologico è riuscito a ottenere dall'Unione Europea dieci milioni di euro di contributi per attività di ricerca e che sono serviti per realizzare diversi centri, compreso quello di importanza mondiale che è il centro per i Microsistemi per Sensoristica Avanzata e Biotecnologie del Politecnico con sede a Chivasso.
Oggi il Distretto opera con successo trasferendo l'innovazione tecnologica nelle pubbliche amministrazioni locali. Fra le attività dell'ente c'è pure il Ciplo, il Centro Internazionale per le Polizie Locali e il CallDtc, un servizio di consulenza on-line che consente ai dipendenti comunali di porre quesiti su oltre trenta materie, ottenendo una risposta referenziata in un massimo di quarantotto ore.
«Il Distretto è divenuto il gestore, sul piano amministrativo - aggiunge Bolatto - dei Patti Territoriali del Canavese, tramite un'intensa e complessa attività delegata negli ultimi tre anni, dapprima dalla Provincia di Torino e poi dal comune di Ivrea. I ricavi sono passati da circa quattrocento mila euro del 1997 agli oltre due milioni e quattrocento mila euro previsti per l'anno 2004».
Nonostante tutte queste attività positive, che comprendono pure la crescita del Distretto, oggi economicamente l'ente non naviga comunque in acque tranquille, tant'è che se ne è già parlato anche in consiglio comunale.
Guido Bolatto conferma quanto già aveva detto il sindaco Fiorenzo Grijuela a proposito del risultato contabile negativo causato dall'incidenza degli oneri finanziari sostenuti per la costante necessità di ricorso al credito. I finanziamenti ai vari progetti giungono infatti all'ente con molto ritardo rispetto agli anticipi di spesa.
Il Distretto ha poi dovuto accantonare a fondo rischio un importo di oltre novanta mila euro per contributi che la Provincia di Torino non è riuscita a conferire. Sul risultato contabile negativo del Distretto il presidente uscente Bolatto minimizza anche se sostiene che «i soci nel corso dell'anno non hanno certo brillato nel sostenere la nostra attività. Non hanno versato i contributi e ritardato di un anno l'aumento del capitale».
Nell'ultimo consiglio comunale, a proposito del Distretto il sindaco Fiorenzo Grijuela aveva rimarcato: «Nell'ottica futura è verosimile che il Distretto debba confrontarsi con una riorganizzazione dell'assetto societario, a livello sia formale-statutario che sostanziale, per ridefinire, anche in ragione delle disponibilità finanziarie reali, i compiti di questo ente». Abbiamo chiesto a Bolatto che in qualità di presidente conosce bene l'ente, quale messaggio volesse trasmettere il sindaco di Ivrea ma egli, decisamente risentito per le nostre domande riguardanti la parte finanziaria, si è limitato a precisare: «Bisogna cambiare lo statuto del Distretto. Personalmente ho presentato tre versioni del documento ai soci e l'assemblea che doveva modificarlo non si era potuta tenere perché qualcuno ha fatto mancare il numero legale».
Così si è congedato da noi Guido Bolatto, in fretta e indispettito perché si è un po' sentito aggredito dalle nostre domande, le uniche a lui rivolte nel corso della sua ultima conferenza stampa, organizzata per tirare le somme del suo lavoro. Ma a questo incontro era presente soltanto la Sentinella.
Da lunedì è presidente del Distretto Marco Camoletto che ora intende conoscere meglio la realtà del Distretto prima di rilasciare dichiarazioni. La preoccupazione del sindaco per il futuro del Distretto non è poca. Egli infatti è convinto che l'ente debba ridefinire i suoi compiti sulla base delle disponibilità finanziarie che sono sempre meno.
Ora il Distretto riesce a coprire il suo risultato contabile negativo con i suoi fondi di riserva che però, è chiaro, non dureranno in eterno. E la domanda che viene spontanea è la seguente: «Se continueranno ad esserci dei passivi, chi li risanerà? Forse il comune di Ivrea attingendo di nuovo dall'eredità Guelpa, come sta facendo per salvare Forum dal fallimento?».