Beve acqua minerale al sapore di candeggina e finisce all'ospedale

BANCHETTE. Franco Frasca, 74 anni, è sorpreso. Non pensava che potesse toccargli di bere un sorso d'acqua con sapore di candeggina a casa sua, mentre prendeva una pastiglia. Eppure è successo. Nessuno parla del ritorno della psicosi di "Acquabomber", ma il caso del pensionato di Banchette è oggetto di un'inchiesta. La bottiglia è stata sequestrata e sono in corso analisi e accertamenti.
Tutto è successo domenica sera, poco dopo le 22. Franco Frasca, di Banchette, ha aperto una bottiglia da un litro e mezzo di acqua minerale imbottigliata a Imperia e acquistata al supermercato Lidl. Ne ha bevuto un sorso («sa, quando si deve prendere una pastiglia non si beve proprio decisi...»). Ha sentito un sapore acre e odore di candeggina. Ha sputato. E ha deciso di prendere l'auto e andare in ospedale. «Mi hanno fatto delle visite e delle iniezioni - racconta - poi avrebbero voluto trattenermi in osservazione, ma io ho firmato e me ne sono tornato a casa mia. Più tardi, nella notte, verso le cinque, sono stato sul punto di ritornare in ospedale. Mi è venuto un mal di stomaco tremendo. Adesso, però, mi è passato».
Sono tutt'altro che completi, invece, gli accertamenti. La bottiglia di Franco Frasca era stata acquistata, insieme con altre cinque, nella solita confezione da sei, circa un mese fa. Tutte le altre erano a posto. Almeno così sembravano. Stessa cosa quella aperta domenica sera dal pensionato. C'era un forellino? «Io non ho notato nulla - dice -. Ricordo solo che il tappo era avvitato in modo molto stretto e che ho fatto fatica ad aprire la bottiglia. Onestamente, mai avrei pensato che potesse capitarmi una cosa simile. Mi è andata bene che ho solo bevuto un sorso. Mi è capitato di dare una bottiglia a persone che hanno fatto dei lavori a casa mia e, per via del caldo, hanno bevuto a canna. Fortuna che è andata così».
La bottiglia, comunque, è stata sequestrata dagli agenti del Commissariato di polizia di Ivrea. L'odore di candeggina era forte. Un campione è stato passato ai laboratori dell'Arpa per capire esattamente quale sia la sostanza chimica presente nell'acqua.
Intanto, il Dipartimento di Prevenzione Igiene e Alimenti dell'Asl 9 procederà con ulteriori accertamenti presso il supermercato secondo il metodo già sperimentato nel periodo dell'emergenza "Acquabomber".
Allora erano state diverse le bottiglie di acqua minerale sequestrate da polizia e carabinieri. Altre ancora erano state portate direttamente all'Asl 9 da cittadini, dopo aver constatato piccoli forellini ai lati del tappo. Su tutti i campioni di acqua prelevati delle bottiglie erano state effettuate le analisi da parte dei laboratori dell'Arpa. Solo in un paio di casi, però, era emerso che nell'acqua erano state immesse delle sostanze.