Handicappata non trova posto al centro estivo
BORGOFRANCO.Sarà l'amministrazione comunale di Borgofranco ad accollarsi parte della retta di una bambina di 8 anni portatrice di handicap affinchè possa frequentare per una settimana il centro estivo. E la struttura di Villa Girelli di Ivrea, gestita dalla Cooperativa Alce Rosso, si è detta disponibile (con il supporto di personale qualificato) ad ospitare la ragazzina, che ha frequentato il primo anno della scuola elementare di Borgofranco.
Così si è risolta la vicenda sollevata nei giorni scorsi a Borgofranco, che tuttavia ha lasciato assai amareggiata la madre. La donna, infatti, avrebbe preferito un'altra soluzione. «Inizialmente mi ero rivolta al centro estivo del nostro paese di residenza - spiega la signora Domenica -, che la stessa scuola aveva segnalato informando le famiglie prima che finisse l'anno scolastico 2003-2004. Ho pensato di iscrivere mia figlia (che ha un handicap di tipo motorio) e quando mi sono rivolta ai responsabili del centro estivo inizialmente mi è stato risposto di sì. Poi all'ultimo momento mi è stato detto che il centro non sarebbe stato idoneo ad ospitarla. Così, mi sono sentita presa in giro, oltre al grosso disagio che tutta la situazione ha creato dal punto di vista logistico in famiglia. Mio marito ed io lavoriamo ed era importante che mia figlia trovasse posto al centro estivo del paese».
Forse non come la famiglia sperava, il caso si è presto risolto: «Fortunatamente l'amministrazione comunale di Borgofranco si è occupata della vicenda e devo ringraziare chi ha fatto di tutto per venirmi incontro - dice ancora la signora Domenica -. Spero proprio che situazioni di questo genere non accadano più».
Dal canto loro i responsabili del centro estivo di Borgofranco, struttura ospitata presso i moderni impianti recentemente inaugurati in via Marini, stigmatizzano la protesta della madre: «Fin dall'inizio abbiamo fatto di tutto per cercare di ospitare la bambina - spiega uno dei responsabili del Centro 3B di via Marini a Borgofranco e anch'egli molto dispiaciuto per un caso montato inutilmente e che non fa bene a nessuno -. Abbiamo consultato l'assistente sociale del comune di Borgofranco e l'Asl; inoltre anche il Tribunale del Malato si è occupato del caso. Tutti erano concordi nell'affermare che la bambina neccessitava di un'assistenza particolare e che il nostro centro non è adatto alle sue esigenze. Ma l'aspetto più importante è che il nostro è prima di tutto un centro sportivo, dove i ragazzi praticano tre ore al giorno diverse attività all'aperto: la nostra non sarebbe stata senza dubbio la soluzione ideale per la bambina. Lei ha bisogno di una struttura diversa. Sicuramente la soluzione di Villa Girelli è l'ideale. La ragazzina è intelligente e merita un'attenzione particolare».
Marco Bermond