Esaminati gli atti di microcriminalità

IVREA. Il «caso Borghetto» al Comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica presieduto dal prefetto Achille Catalani. Se ne è parlato ieri, a Torino. Il prefetto, insieme con il questore e il comandante provinciale dell'Arma dei carabinieri, ha discusso ed esaminato gli episodi di microcriminalità avvenuti negli ultimi mesi nel rione del Borghetto.
Al Comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica hanno inviato relazioni sulla situazione eporediese il tenente Silvio Mele, comandante della compagnia dei carabinieri di Ivrea e la vicequestore aggiunto Paola Capozzi, dirigente del commissariato. Sia la compagnia di Ivrea che il commissariato di polizia sono intervenuti più volte in Borghetto e, entrambi, stanno portando avanti degli accertamenti. Anche insieme alla polizia municipale, inoltre, sono stati intensificati i controlli aumentando il numero dei "passaggi" quotidiani in centro sia con auto di istituto che "civetta".
Il prefetto ha quindi voluto chiarire e approfondire gli episodi che, negli ultimi tempi, hanno creato allarme in città mettendo all'ordine del giorno dei lavori della seduta periodica del Comitato, anche il caso di Ivrea.
Non è sfuggito al prefetto, infatti, quanto accaduto ad Antonella D'Amico, 43 anni, la titolare della tabaccheria di via Gozzano, quartiere storico della città. La donna, tra la fine di aprile e l'inizio di giugno, ha subito un furto e quattro rapine. Il bottino, tutte le volte, è sempre stato misero: poche manciate di euro.
In un paio di occasioni, Antonella D'Amico è stata ritrovata legata mani e piedi in negozio e sempre ha dovuto ricorrere alle cure dei medici del pronto soccorso dell'ospedale. Un record negativo, che ha creato allarme tra gli stessi commercianti della zona soprattutto dopo l'ultima rapina ai danni di un'agenzia immobiliare.
In città, inoltre, anche un altro tabaccaio era stato per due volte vittima di un'aggressione. La seconda, nel negozio di via Torino, era stata brutale. Due rapinatori lo avevano pestato selvaggiamente con una chiave a stella.
Anche l'associazione dei tabaccai aveva chiesto maggiore protezione sottolineando come le sigarette costituiscano un bottino troppo appetibile e facilmente oggetto di una semplice vendita con cospicui guadagni.
Sia il tenente Silvio Mele che la vicequestore aggiunto Paola Capozzi hanno sottolineato, nelle rispettive relazioni, luci e ombre della situazione. Compreso il fatto che, per un furto ai danni di Antonella D'Amico era stato denunciato un uomo per ricettazione e che, per la rapina all'immobiliare, è stato identificato e riconosciuto il presunto autore, tragicamente morto in un incidente stradale poche ore dopo il fatto.
E se anche i commercianti del Borghetto avevano fatto dietro front rispetto ad una iniziativa comune per fronteggiare l'allarme microcriminalità, il caso delle aggressioni ad Antonella D'Amico resta ancora da risolvere.
C'è ormai una sorta di staffetta tra colleghi commercianti per lasciarla sola il meno possibile e polizia e carabinieri sono assolutamente intenzionati a chiarire che cosa accade nel suo negozio. E' fondamentale rispondere alla domanda: chi si accanisce nei confronti di questa donna minuta?
Paola Capozzi sottolinea l'importanza delle testimonianze: «Tutte le aggressioni sono avvenute di giorno. Può esserci chi ha notato qualcosa. Se c'è qualcuno farebbe bene a venircelo a dire».
Sulla decisione del Comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblico di affrontare il «caso Borghetto», Paola Capozzi dà un giudizio positivo: «E' importante. In questo modo c'è un maggiore raccordo e coordinamento delle iniziative».
L'attenzione istituzionale del prefetto Catalani è apprezzata anche dal sindaco Fiorenzo Grijuela. Dice: «Noi non siamo stati invitati a partecipare alla seduta del Comitato, ma a seguito dei gravi episodi di microcriminalità avvenuti al Borghetto, io stesso avevo parlato con la dirigente del commissariato per esprimere la mia preoccupazione». (ri.co./ma.be.)