"La ferrovia Ivrea-Torino va migliorata"
IVREA. L'ammodernamento della rete ferroviaria Ivrea/Torino è considerata dalla giunta Grijuela un passo fondamentale per evitare il declino della città e del suo territorio. Portavoce di questa esigenza si fa l'assessore all'urbanistica Alberto Redolfi che non condivide la posizione della Regione Piemonte. Di recente, si è dichiarata poco propensa a compiere certi interventi.
Questi interventi sarebbero utili per ridurre i tempi di percorrenza dei treni che da Ivrea vanno nel capoluogo.
Redolfi parte da una premessa: «Tutti e cioè il comune e gli enti superiori devono prendere coscienza a fondo che il nostro territorio sta declinando pericolosamente e pertanto fra i vari interventi indispensabili per risollevarlo c'è il ripensamento delle infrastrutture e prima fra tutte la linea ferroviaria. Oggi Ivrea non si può dire che sia collegata bene a Torino e a Milano dall'autostrada, la quale spesso registra code soprattutto in entrata delle città. Se vogliamo puntare su una mobilità agevole e sostenibile dobbiamo pensare a un trasporto pubblico in grado di competere con quello privato. E pertanto bisogna offrire agli utenti tempi brevi di percorrenza dei percorsi e pure confort».
L'assessore rileva che la Regione Valle D'Aosta sta perseguendo questi obiettivi e condivide il progetto di miglioria della tratta ferroviaria Ivrea/Torino. «Nessuno ha intenzione di togliere i treni dei pendolari sulla linea Chivasso/Ivrea ma è indispensabile che chi deve recarsi a Torino lo possa fare non in un'ora e 10 minuti come adesso ma in trenta minuti - sostiene l'assessore - Allo stato attuale si possono compiere delle migliorie per avvicinarci a tale obiettivo».
E Redolfi approva l'elettrificazione in fase di realizzazione che permetterà ai treni, quando ripartono, di farlo senza perdere dei minuti, come avviene invece con i mezzi a diesel. A suo avviso vanno poi eliminati alcuni passaggi a livello che non servono più. «Da un'analisi condotta, risulta che sul territorio di Ivrea si possono chiudere due passaggi a livello - aggiunge - i quali causano rallentamenti». Il nodo cruciale è però l'inversione di marcia che i treni devono fare a Chivasso per raggiungere il capoluogo. Secondo Redolfi e la giunta eporediese questa inversione va abolita, costruendo un braccio di raccordo più lungo a Montanaro. Al riguardo sono stati compiuti due studi di fattibilità per realizzare la cosiddetta "unghia di Chivasso" o il "baffetto di Montanaro". «La Regione verso queste soluzioni ha assunto una inspiegabile posizione di chiusura, dicendo che non ci sono i finanziamenti. Noi non condividiamo tale scelta. La carenza di soldi quest'anno non deve escludere l'idea di non far più passare i treni che partono da Ivrea per Torino dalla stazione di Chivasso. In questa stazione sono tanti i treni che con un'alta frequenza vanno a Torino. Non vogliamo inoltre sopprimere i treni dei pendolari che potranno continuare a passare sempre da Chivasso per Torino. Ma la costruzione del braccio di racconto farebbe sì che chi parte da Ivrea può giungere nel capoluogo davvero in trenta minuti. Tutto ciò produrrebbe dei grandi vantaggi ai residenti e non solo. Molti potrebbero pensare di venire a vivere da noi e lavorare a Torino o a Milano, città facilmente raggiungibili proprio grazie al treno. Senza contare che tanti studenti universitari non dovrebbero più affittare case con locazioni esorbitanti nel capoluogo, per seguire le lezioni, ma continuare a risiedere a Ivrea».
Redolfi dichiara infine che il comune non intende arrendersi ma farà di tutto per migliorare la fruibilità della linea ferroviaria, sensibilizzando prima di tutto i cittadini, per riuscire ad ottenere il braccio di raccordo che diventerà fondamentale con il progetto dell'alta velocità in fase di attuazione. (g.a.)