«Siamo il complemento del servizio pubblico»

IVREA. De Salvo spiega come si è trasformata la Clinica Eporediese acquistata dal Policlinico di Monza alla fine del 2000, quando la struttura era fallita e in mano al Tribunale. «Era un cronicario, prevalentemente per la lunga degenza, con 60 dipendenti - spiega -. Prima di decidere quali servizi offrire al territorio mi sono confrontato con il direttore generale che allora era il dottor Gianpaolo Costamagna».
«Dopo una serie di colloqui - prosegue De Salvo - si è deciso di investire nella neurochirurgia, nella chirurgia vascolare e toracica, nell'ortopedia ma non per tutte le specialità. Lo stesso vale per la strumentazione. La Clinica ha una risonanza magnetica, una sala neurovascolare, una Tac. Il nostro lavoro non va ad interferire con quello dell'Asl 9 ma insieme anzi ci completiamo. per non creare doppioni, il dottor Costamagna, ad esempio, ci aveva suggerito di non puntare sull'oculistica, molto sviluppata nell'azienda pubblica, come pure sulla chirurgia della mano».
De Salvo fa presente che al centro del loro servizio c'è l'uomo con i suoi bisogni che vanno soddisfatti. E i pazienti desiderano disporre, vicino a casa, delle prestazioni di cui necessitano. Tenendo conto, dunque, di tutto questo, la Clinica ha scelto di offrire quelle prestazioni che non si trovano nell'azienda pubblica e, secondo De Salvo, questo è giusto perché non si propongono doppioni ma le due parti, il pubblico e il privato, si sono specializzate in particolari branche della sanità.
Dalla fine del 2000 ad oggi sono stati spesi 20 miliardi di vecchie lire per ristrutturare (e non ampliare) la Clinica, otto dei quali per le apparecchiature e 12 per la struttura e gli impianti. Sono state rifatte pure le sale operatorie. I posti letto sono 80, e sei quelli di terapia intensiva. Oggi i dipendenti a tempo indeterminato sono 124 e l'88 per cento risiede in Canavese. Sono poi 40 i medici che operano soltanto presso la Clinica di Ivrea. «Tutte le specialità esercitate presso la Clinica sono rese in regime di accreditamento - precisa De Salvo -. Le prestazioni sono quindi a carico del Servizio Sanitario Nazionale e il paziente che ne usufruisce è tenuto esclusivamente al pagamento dell'eventuale ticket».
La Clinica, tramite convenzioni con la Regione Piemonte, riceve circa 10 miliardi l'anno di finanziamenti. Anch'essa come l'Asl 9 per le prestazioni ambulatoriali e per la diagnostica registra liste d'attesa: per le visite vascolari 14 giorni; 32 per l'ecocardiogramma; 35 per una visita cardiologica; 38 per la prova da sforzo. (g.a.)