La giustizia

Il paradosso tra Silvio Berlusconi e la giustizia si è rivelato davvero solo negli ultimi anni: più veniva assolto, più calavano i consensi. Lampante l'ultima sentenza milanese, febbraio scorso, sulla corruzione in atti giudiziari per le testimonianze fasulle delle Olgettine: proscioglimento pieno p

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Trent'anni senza verità e, dunque, senza giustizia. Sarebbe un titolo perfetto per l'incredibile intreccio che ha macchiato la storia degli ultimi decenni della nostra Repubblica. Una vicenda piena di ombre e misteri, ma anche popolata da fantasmi inafferrabili e da vittime innocenti che hanno lasci

30 anni

Giuseppe LegatoAll'inizio, poco dopo l'1,04 del 27 maggio 1993, quasi d'istinto, si pensò: «È una fuga di gas». Troppo forte il botto, troppi danni, troppe vittime. E perché mai a Firenze, a due passi dagli Uffizi, sarebbe dovuto accadere qualcosa di diverso da questo? Da una sciagura? Da una tragic

Stragi per mafia, l'avvocato di Messina Denaro: “Chiedo l'assoluzione, l’imputato non ha aderito al piano stragista”. La sentenza attesa per il 19 luglio

La legale: «Non fu lui, ma Mariano Agate il reggente di Cosa Nostra Trapanese». Nel collegamento con l’aula bunker del tribunale di Caltanissetta il boss non si è presentato neanche questa volta. Il procedimento d’Appello lo vede coinvolto come come mandante delle stragi di Capaci e via D'Amelio. In primo grado era stato condannato all’ergastolo

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Ugo Magri / ROMALa forza del Paese sta nella coscienza civile. Risiede nella nostra capacità di restare uniti contro le cosche mafiose, solidali nelle calamità naturali, pronti a darci vicendevolmente una mano nei passaggi più difficili: è il «filo rosso» che lega gli interventi di Sergio Mattarella

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La trattativaLa vicenda nasce dalle dichiarazioni del pentito Brusca. C'è l'ipotesi di un patto che pezzi dello Stato, attraverso i carabinieri, avrebbero avviato con Cosa Nostra negli anni delle stragiLe stragiIl dialogo dovrebbe prevedere concessioni carcerarie in cambio della fine del sangue e de

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paviaChi è stato veramente Giulio Andreotti, per sette volte presidente del Consiglio e per quasi trenta volte ministro? Se ne parlerà oggi alle ore 17.30 nel Collegio Santa Caterina con Paolo Intoccia durante la presentazione del suo libro "L'imputato imperfetto". Nella serata gli studenti del Mast