Condannato l’autista di Messina Denaro a 9 anni e 3 mesi. Giovanni Luppino favorì la latitanza
Oltre 50 i "passaggi” che il commerciante di olio avrebbe dato al boss
Oltre 50 i "passaggi” che il commerciante di olio avrebbe dato al boss
Il loro padre era stato fermato insieme al boss. Accusati di favoreggiamento e procurata inosservanza di pena aggravati
Il giornalista al sindaco di Campobello: «Il boss aveva il suo feudo lì, si sentiva protetto»
In manette Emanuele Bonafede, 50 anni, e Lorena Ninfa Lanceri, 48 anni. Hanno aiutato il super latitante, servivano anche a far circolare i «pizzini»
rino giacaloneLa donna, secondo la procura di Palermo, amministrava «ampie risorse economiche» per conto del fratello
GIACOMO GALEAZZIIl familiare del caposcorta di Borsellino: «Il covo del boss vicino a casa mia»
rino giacalonel'intervistaRino Giacalone«Parole che denotano la natura di quell'uomo, privo di qualsiasi pietà». Salvatore Catalano - fratello di Agostino, capo scorta del procuratore Borsellino morto nella strage di via D'Amelio - trattiene a stento la rabbia. Ha appena ascoltato il messaggio vocale del boss Mat
l'inchiestaRiccardo ArenaRino Giacalone / PALERMOMetti che era pure fascista. Oltre ad avere fascinazioni massoniche, certamente molto di più di un semplice interesse culturale, Matteo Messina Denaro teneva nel covo individuato come la sua abitazione due libri, la biografia di Vladimir Putin e pure
Sequestrata l’auto che aveva comprato a Palermo. Trovati libri su Putin e Hitler e biglietti aerei. Campobello di Mazara non era un rifugio occasionale: il superboss vi abitava almeno dal 2019
riccardo arena, rino giacaloneil personaggioRiccardo Arena / PALERMOIl mafioso tuttofare dà passaggi agli sconosciuti, spegne i cellulari dopo averli messi in modalità aereo durante il viaggio, porta con sé un coltello con la lama da quasi venti centimetri, alla fine abbraccia in lacrime il passeggero appena conosciuto che, ment
Mentre continuano le perquisizioni a tappeto nei tre covi, il gip emette un’ordinanza di custodia cautelare per Giovanni Luppino, fermato insieme al latitante alla clinica Maddalena
il casoRiccardo ArenaCAMPOBELLO DI MAZARAE tre. I covi di Matteo Messina Denaro si moltiplicano, trent'anni di latitanza del resto non si improvvisano e ieri, dopo vicolo San Vito e via Maggiore Toselli, è spuntato anche il terzo appartamento, in via San Giovanni 260, sempre a Campobello di Mazara,
Giovanni Luppino, l'agricoltore di Campobello di Mazara che faceva da autista al boss mafioso Matteo Messina Denaro, arrestato lunedì scorso a Palermo dai Carabinieri assieme al capo mafia di Trapani, oggi dinanzi al gip del Tribunale di Palermo ()che ha convalidato il fermo, e deve decidere sull...
Rino GiacaloneL’uomo, commerciante di olive incensurato, è stato arrestato assieme al latitante che aveva accompagnato alla clinica di Palermo
il reportageNiccolò ZancanINVIATO A CAMPOBELLO DI MAZARAUna cassaforte nascosta. «Sì, dovete immaginarla come una grande cassaforte di due metri per tre. Una stanza chiusa, buia e senza finestre», dice un investigatore. La grande cassaforte di Matteo Messina Denaro era murata dietro a un armadio. E
il retroscenaRiccardo Arena / TRAPANISpunta la stanza segreta, spunta la rete delle complicità, in gran parte ancora da scoprire: sotto inchiesta finisce un altro medico, un oncologo, così come è indagato anche il proprietario del secondo covo scoperto ieri a Campobello di Mazara dal Gico della Guar
il reportageNiccolò ZancanINVIATO A CAMPOBELLO DI MAZARAMa almeno stava rintanato? «Non mi pare proprio. Lo vedevo uscire su una Giulietta nera. Andava e tornava. Guidava lui. A me si era presentato come Francesco, diceva di essere un medico in pensione dell'ospedale di Palermo». Il vicino di casa d
Il «super latitante» abitava in una casa normalissima: due piani, facciata grigio piombo, nel vicolo San Vito angolo corso Vittorio Emanuele II
niccolò zancanDal ristorante al supermercato, a Campobello di Mazara girava senza nascondersi. Tra silenzi e appoggi concreti, la rete delle complicità. «Qui non si nascondeva»
Niccolò Zancan«U Siccu» era in cura per un cancro al colon e usava l’identità dello sconosciuto Andrea Bonafede. Ha provato a scappare ma è stato placcato dai Ros fuori dalla clinica: al polso un orologio da 35 mila euro
RICCARDO ARENAPagina 1 di 2