il dossierNiccolò Carratelli / ROMANon si è parlato di nomi, durante il secondo giro di consultazioni, ma di ministeri sì. Anche da aggiungere a quelli esistenti. Come quello della Transizione ecologica, proposto da Beppe Grillo e «valutato con attenzione» da Mario Draghi, almeno a sentire Vito Crim
il retroscenaCarlo Bertini / RomaIl congresso dem dovrebbe tenersi tra due anni, ma si farà prima, in estate o autunno. Superata la pandemia, partirà «la fase congressuale» nei circoli, avvio di un processo lungo mesi che portà poi alle primarie per la leadership. Ma come si è arrivati a questo?Il G
l'intervistaAlessandro Di Matteo / ROMARisolvere la crisi di governo è possibile, se tutti accettano di «mettere il bene degli italiani davanti a tutto». Debora Serracchiani, vice-presidente Pd, spiega che la discussione sul programma serve anche a togliere «alibi» a chiunque e aggiunge che anche Ma
di Gabriele Rizzardi wROMA «Avevamo creduto di poter fare insieme le riforme istituzionali e la legge elettorale e di avere un presidente della Repubblica condiviso. Ma il Partito democratico non ha rispettato i patti per puri interessi di parte». Ha aspettato qualche giorno in silenzio, S
di Gabriele Rizzardi wROMA «Avevamo creduto di poter fare insieme le riforme istituzionali e la legge elettorale e di avere un presidente della Repubblica condiviso. Ma il Partito democratico non ha rispettato i patti per puri interessi di parte». Ha aspettato qualche giorno in silenzio, S
di Gabriele Rizzardi wROMA «Avevamo creduto di poter fare insieme le riforme istituzionali e la legge elettorale e di avere un presidente della Repubblica condiviso. Ma il Partito democratico non ha rispettato i patti per puri interessi di parte». Ha aspettato qualche giorno in silenzio, S
di Gabriele Rizzardi wROMA Naufragato il fronte “anti-Nazareno” per il Quirinale, lanciato da Pippo Civati e Nichi Vendola, incassato il tranciante “no, grazie, i giochi sono già fatti” di Beppe Grillo alle consultazioni con Renzi nella sede del Nazareno, la partita del Colle entra nel viv
di Gabriele Rizzardi wROMA Naufragato il fronte “anti-Nazareno” per il Quirinale, lanciato da Pippo Civati e Nichi Vendola, incassato il tranciante “no, grazie, i giochi sono già fatti” di Beppe Grillo alle consultazioni con Renzi nella sede del Nazareno, la partita del Colle entra nel viv
di Gabriele Rizzardi wROMA Naufragato il fronte “anti-Nazareno” per il Quirinale, lanciato da Pippo Civati e Nichi Vendola, incassato il tranciante “no, grazie, i giochi sono già fatti” di Beppe Grillo alle consultazioni con Renzi nella sede del Nazareno, la partita del Colle entra nel viv
di Maria Berlinguer wROMA «A differenza di quelli che oggi chiedono disciplina e due anni fa hanno capeggiato i 101, noi siamo persone serie, nessuno deve temere da noi franchi tiratori». A una settimana dall’inizio della partita per il Quirinale Stefano Fassina rinfocola vecchi dissapori
di Maria Berlinguer wROMA «A differenza di quelli che oggi chiedono disciplina e due anni fa hanno capeggiato i 101, noi siamo persone serie, nessuno deve temere da noi franchi tiratori». A una settimana dall’inizio della partita per il Quirinale Stefano Fassina rinfocola vecchi dissapori
di Maria Berlinguer wROMA «A differenza di quelli che oggi chiedono disciplina e due anni fa hanno capeggiato i 101, noi siamo persone serie, nessuno deve temere da noi franchi tiratori». A una settimana dall’inizio della partita per il Quirinale Stefano Fassina rinfocola vecchi dissapori
di GIANFRANCO PASQUINO Grazie all’Italicum, annuncia e ribadisce Renzi, non ci saranno più inciuci, non si faranno più larghe intese, finirà per sempre il deprecato consociativismo. A metà fra il serioso e il giulivo, ripetono il mantra anche il Ministro delle Riforme Istituzionali Maria E
di GIANFRANCO PASQUINO Grazie all’Italicum, annuncia e ribadisce Renzi, non ci saranno più inciuci, non si faranno più larghe intese, finirà per sempre il deprecato consociativismo. A metà fra il serioso e il giulivo, ripetono il mantra anche il Ministro delle Riforme Istituzionali Maria E
di GIANFRANCO PASQUINO Grazie all’Italicum, annuncia e ribadisce Renzi, non ci saranno più inciuci, non si faranno più larghe intese, finirà per sempre il deprecato consociativismo. A metà fra il serioso e il giulivo, ripetono il mantra anche il Ministro delle Riforme Istituzionali Maria E
ROMA Il Pd lancia «ufficialmente e formalmente» un amo al M5S sulla legge elettorale. Alla vigilia della settimana decisiva per riuscire ad approvare l’Italicum al Senato e la riforma costituzionale alla Camera prima che si aprano le votazioni per il Quirinale, Debora Serracchiani scrive u
di Maria Berlinguer wROMA «Elezione impossibile senza Forza Italia». Debora Serracchiani, vicesegretaria del Pd, corregge Matteo Renzi che a proposito della scelta del nuovo presidente della Repubblica aveva intimato a Silvio Berlusconi di non porre veti, altrimenti il nuovo capo delle Sta
di Maria Berlinguer wROMA «Elezione impossibile senza Forza Italia». Debora Serracchiani, vicesegretaria del Pd, corregge Matteo Renzi che a proposito della scelta del nuovo presidente della Repubblica aveva intimato a Silvio Berlusconi di non porre veti, altrimenti il nuovo capo delle Sta
di Maria Berlinguer wROMA «Elezione impossibile senza Forza Italia». Debora Serracchiani, vicesegretaria del Pd, corregge Matteo Renzi che a proposito della scelta del nuovo presidente della Repubblica aveva intimato a Silvio Berlusconi di non porre veti, altrimenti il nuovo capo delle Sta
ROMA C’è Renzi. Cioè la stragrande maggioranza del partito, con una cifra intorno al 70%. E poi ci sono gli altri: sei-sette correnti (dipende da come si considerano le sub-componenti). Alcune più grandi, come quella bersaniana, alcune piccole o piccolissime. Questa la galassia variegata d