Legge elettorale, c’è l’accordo Pd-Fi

di Maria Berlinguer wROMA «Dopo anni di melina si passa dalle parole ai fatti, mai più larghe intese grazie al ballottaggio e mai più poteri di ricatto dei piccoli partiti e mai più inciuci alla spalle degli elettori». Così Matteo Renzi esulta su Facebook per l’accordo sulla legge elettora

Legge elettorale, c’è l’accordo Pd-Fi

di Maria Berlinguer wROMA «Dopo anni di melina si passa dalle parole ai fatti, mai più larghe intese grazie al ballottaggio e mai più poteri di ricatto dei piccoli partiti e mai più inciuci alla spalle degli elettori». Così Matteo Renzi esulta su Facebook per l’accordo sulla legge elettora

Legge elettorale, c’è l’accordo Pd-Fi

di Maria Berlinguer wROMA «Dopo anni di melina si passa dalle parole ai fatti, mai più larghe intese grazie al ballottaggio e mai più poteri di ricatto dei piccoli partiti e mai più inciuci alla spalle degli elettori». Così Matteo Renzi esulta su Facebook per l’accordo sulla legge elettora

Renzi “sposta” il partito a Firenze

di Mario Lancisi wFIRENZE A chi nel partito fiorentino gli ha ripetutamente rimproverato «oh Matteo, ma come pensi di poter fare il sindaco e il segretario del Pd», lui, Renzi, ha sempre risposto: «L’incarico nazionale aiuterà anche Firenze». E un assaggio lo si è avuto giovedì scorso quan

Renzi “sposta” il partito a Firenze

di Mario Lancisi wFIRENZE A chi nel partito fiorentino gli ha ripetutamente rimproverato «oh Matteo, ma come pensi di poter fare il sindaco e il segretario del Pd», lui, Renzi, ha sempre risposto: «L’incarico nazionale aiuterà anche Firenze». E un assaggio lo si è avuto giovedì scorso quan

Renzi “sposta” il partito a Firenze

di Mario Lancisi wFIRENZE A chi nel partito fiorentino gli ha ripetutamente rimproverato «oh Matteo, ma come pensi di poter fare il sindaco e il segretario del Pd», lui, Renzi, ha sempre risposto: «L’incarico nazionale aiuterà anche Firenze». E un assaggio lo si è avuto giovedì scorso quan

la protesta

di Maria Rosa Tomasello wROMA In una piazza del Popolo blindata e semivuota, di fronte ai «rivoluzionari» del 9 dicembre arrivati in poco più di tremila, Danilo Calvani attribuisce gli spazi vuoti ai molti treni diretti a Roma «che casualmente hanno avuto ritardi per dei guasti». I quindic