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Dimentichiamo gli Stati Uniti: «È l'Europa che ha imposto dazi su sè stessa»: Mario Draghi sulle colonne del Financial Times torna a spronare il Vecchio Continente a suo avviso bloccato da eccesso di burocrazia ed eccesso di regole. Per questo per l'ex premier ed ex presidente della Bce «è necessario un cambiamento radicale», una svolta. Nello specifico, «un uso più proattivo della politica fiscale, sotto forma di maggiori investimenti produttivi, contribuirebbe a ridurre i surplus commerciali e invierebbe un forte segnale alle aziende affinché investano di più in ricerca e sviluppo». Insomma, per Draghi serve «un cambio fondamentale di mentalità».«Finora - scrive sul quotidiano - l'Europa si è concentrata su obiettivi singoli o nazionali senza calcolarne il costo collettivo». L'analisi di Draghi segnala come le ultime settimane abbiano messo chiaramente in mostra «le vulnerabilità dell'Europa». --