Senza Titolo
Il Milan è già a un bivio decisivo. Lo dicono gli ultras in un comunicato, lo dice la classifica. Paulo Fonseca oggi guida i rossoneri a San Siro contro il Venezia sapendo di dover vincere. I tre punti sono vitali per tanti motivi: ritrovare competitività dopo l'avvio da incubo, fare morale tra i giocatori a poche ore dalla doppia sfida di fuoco Liverpool-Inter, dimostrare che la scelta di Fonseca non è stata sbagliata. Perché in caso di sconfitta, il tracollo del Milan sarebbe facilmente pronosticabile. Si torna in campo dopo giornate in cui il tecnico portoghese è stato fortemente criticato, per risultati e gestione squadra, ma Fonseca non si scompone. «Io sono sempre sotto esame. Noi allenatori lo siamo sempre. Ma siamo solo focalizzati sul nostro lavoro. Se ci concentriamo su ciò che gli altri dicono o scrivono diventa difficile lavorare. Dobbiamo lavorare per migliorare ed quello che stiamo facendo», assicura alla vigilia. L'allenatore rossonero non è preoccupato, lo attendono nove giorni decisivi ma ribadisce a più riprese di essere «fiducioso» tanto che «l'obiettivo resta vincere lo scudetto. Quando ci sono momenti in cui non arrivano risultati, si può vedere una squadra triste e senza fiducia. Invece io vedo una squadra che ha voglia di migliorare, allegra, che ha voglia di lavorare. Per questo continuo fiducioso. Non posso essere negativo avendo visto il modo in cui lavorano i miei giocatori». Insomma il tecnico disegna una squadra unita, quasi spensierata, sicuramente non demoralizzata. Allegria che dimostrano anche Theo Hernandez e Rafael Leao, i due giocatori esclusi dall'undici titolare dell'Olimpico e protagonisti di un caso durante il cooling break declassificato poi a «non-evento» dal club. «Theo e Leao se saranno titolari non lo so, vedremo domani. Sono due giocatori che ho visto dopo le nazionali - spiega Fonseca - con buona condizione, atmosfera, spirito e lavorano allegri». Probabilmente contro il Venezia scenderanno in campo dal 1' anche perché Fonseca deve alleggerire le tensioni interne, non può permettersi di sperimentare o ribaltare le gerarchie. Serve una vittoria ed è più facile ottenerla con i migliori in campo. Non dovrebbe partire titolare invece Alvaro Morata: pronto Abraham dal 1'. --