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Piazza Affari e la Borsa di Londra hanno scambiato alla cieca per quasi tutto il pomeriggio di ieri, dal blocco degli indici scattato poco prima delle 13 fino alle 17. Un pomeriggio difficile soprattutto immediatamente dopo l'annuncio del black-out, perché nel corso delle 4 ore l'attività è stata regolare, anche senza conoscere l'andamento complessivo del listino. I prezzi dei singoli titoli e i volumi di scambio sono stati chiari per tutti. La causa di tutto è stata un guasto informatico accusato dalla società Ftse Russel, che fa capo al gruppo London Stock Exchange, di cui ha fatto parte Borsa Italiana dal giugno del 2007 all'aprile del 2021, quando è entrata nel gruppo Euronext. L'oscuramento non ha avuto conseguenze sugli scambi, che in Piazza Affari si sono mantenuti nella norma per oltre 2,28 miliardi di controvalore, come in una qualsiasi normale seduta. In realtà l'andamento generale del listino è stato seguito dalle sale operative attraverso fonti alternative, come ad esempio gli Etf legati ai listini di Milano e di Londra. Questi ultimi sono i cosiddetti «fondi passivi» che replicano un paniere di Borsa e quindi si muovono esattamente in linea con l'indice di riferimento, salvo qualche piccola differenza di natura tecnica legata agli arrotondamenti delle quote tenute in portafoglio dai singoli fondi. Nessuna conseguenza neanche sui titoli più esposti al possibile black-out informatico, come Nexi (-3,81%), il colosso dei pagamenti digitali che si è allineato al collocamento di una quota da parte di Unicredit (-0,36%) annunciato nella vigilia. Nessuna conseguenza sul fronte delle attività di pagamento e sulle banche. --