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Filippo Turetta rinuncia all'udienza preliminare davanti al Gup, già prevista il 15 e 18 luglio prossimi, e accetta di andare direttamente a processo in Corte d'Assise per l'omicidio di Giulia Cecchettin. La decisione, presa in accordo con Giovanni Caruso, suo difensore, «consegue a un percorso di maturazione personale del gravissimo delitto commesso, e alla volontà che la giustizia faccia il proprio corso nei tempi più rapidi possibili e nell'interesse di tutti», ha riferito ieri il legale del giovane.Non verrà chiesta da parte della difesa nemmeno la perizia psichiatrica, a meno che non vi siano intenzioni diverse che emergano dal processo. Ma comunque al momento cade la possibilità di accertare se Turetta fosse capace di intendere e di volere al momento del delitto. Spetta al Tribunale di Venezia la fissazione della prima udienza, probabilmente a settembre. Davanti al collegio giudicante, dunque, il 22enne di Torreglia (Padova) dovrà rispondere delle accuse di omicidio volontario, aggravato dalla premeditazione, crudeltà, efferatezza, sequestro di persona, occultamento di cadavere e stalking. Per questi capi di imputazione non è previsto il ricorso al rito abbreviato o altri riti alternativi. «Non è intenzione della difesa - ha ribadito Caruso in una nota - né di Filippo Turetta, contrariamente a quanto preannunciato senza titolo e a sproposito dalla grancassa mediatico-giudiziaria, chiedere che l'imputato venga sottoposto a perizia psichiatrica». --