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Le nuove norme sugli imballaggi e i rifiuti da imballaggi passano lo scoglio degli Stati Ue, con un ok all'unanimità dei 27 all'intesa con il Parlamento europeo raggiunta a inizio mese. Restano tutte le ambizioni della proposta iniziale della Commissione per un calo importante dei rifiuti del packaging via via fino a ridurli del 15% nel 2040. Ma le molte deroghe sul riuso e sui divieti alla plastica monouso di fatto scongiurano uno tsunami su vari comparti, soprattutto dell'agroalimentare. La soddisfazione della premier«Abbiamo dimostrato che oggi a Bruxelles c'è un'Italia che non si arrende a soluzioni che penalizzano la nostra industria, ma che è capace di continuare a negoziare fino alla fine in maniera decisa, facendo valere la bontà dei propri argomenti, valorizzando le nostre eccellenze e riuscendo a modificare sostanzialmente il risultato finale», il commento della premier Giorgia Meloni. «I risultati raggiunti sono il frutto di uno sforzo corale di tutti gli attori del 'sistema Italià». Per Coldiretti «è una vittoria della filiera agroalimentare italiana», mentre il ministro dell'Ambiente Gilberto Pichetto Fratin parla di «un successo frutto di un efficace gioco di squadra». Esulta anche Antonio D'Amato, past president di Confindustria, industriale del settore con Seda International Packaging Group: «L'Italia ha raggiunto un grande risultato che rappresenta una pietra miliare nella difesa della competitività del sistema industriale europeo». Soddisfazione anche dal Pd: «L'approvazione del regolamento sugli imballaggi è una buona notizia per l'ambiente e per l 'economia per tutti i Paesi europei e per l'Italia in particolare», afferma Patrizia Toia, eurodeputata Pd. Cosa cambia E dunque, dall'obbligo del riuso, come chiesto dall'Italia, sono escluse bevande come latte, vino e altri alcolici. Si salva la busta di plastica con l'insalata lavata, sopravvivono piatti e vassoi monouso per il takeaway. Ma sono banditi in osterie o fast food, salvo manchi l'acqua corrente (sì dunque a chioschi e chiringuitos). Bando al monouso per condimenti, zucchero o caffè, ma non se accompagnano cibi da asporto o servano a garantire sicurezza e igiene in case di cura e ospedali. Addio del tutto invece ai flaconcini con sapone e shampoo negli alberghi. L'intervento del Consiglio Ue al negoziato interistituzionale del cosiddetto trilogo è stato decisivo soprattutto sulle deroghe. Per esempio, circa il divieto della busta di plastica leggera monouso per frutta e verdura non processata sotto gli 1,5 chili, gli Stati potranno prevedere deroghe se serve a evitare perdita di umidità, di turgore, rischi microbiologici, shock fisici o ossidazione. --