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paviaSono oltre mille le famiglie pavesi che nel 2023 hanno dovuto far ricorso alle donazioni alimentari degli enti caritativi della città per riuscire ad arrivare a fine mese senza far mancare sulla tavola i generi di prima necessità. Trecento in più rispetto al 2022.Difficoltà crescentiDati che confermano la difficile contingenza economica che colpisce un numero sempre crescente di nuclei familiari. Quasi quattromila persone complessivamente, con un'utenza che precedentemente era soprattutto straniera ma che ora si sta allargando a ventaglio anche ai casi pavesi: anziani a cui non basta più la pensione minima, mamme sole con i bambini, anche papà separati e a volte disoccupati. A tutti loro provvede il grande ombrello caritativo, costituito dalle associazioni pavesi che si occupano della distribuzione di generi alimentari e che almeno una volta al mese (ma anche ogni quindici giorni in alcune circostanze) tendono la mano consegnando il cosiddetto pacco alimentare: pasta, riso, latte, biscotti, tonno e legumi ed anche - quando si riesce- prosciutto, carne, frutta e verdura. Scaffali vuotiMa negli ultimi tempi gli scaffali di queste associazioni sono sempre più vuoti, perché la crisi economica ha colpito anche chi fornisce i prodotti che giungono dalle sovrapproduzioni, come ad esempio l'Agea. Per questo il Comune di Pavia e la Caritas diocesana hanno deciso di promuovere quattro raccolte alimentari nel corso dell'anno, da tenersi nei supermercati cittadini che hanno aderito all'iniziativa. Sabato 9 marzo è in programma la prima giornata del 2024: in dodici punti vendita di Pavia saranno presenti i volontari delle associazioni che metteranno a disposizione della gente i loro sacchetti gialli, chiedendo un piccolo aiuto. Ci saranno rappresentanti della Caritas centrale e di sei Caritas parrocchiali, quindi volontari di Casa del Giovane, associazione Aiutiamoci, Croce Rossa, Just Family, Comunità Sant'Egidio, Protezione Civile e Mensa del Fratello.L'appello«A Natale già avevamo rivolto un appello alle persone - spiega don Franco Tassone, responsabile della Caritas diocesana- per la prima volta i nostri magazzini erano vuoti. E ora ci permettiamo di rinnovare l'appello a chi sabato entrerà in questi supermercati per fare la spesa. Il loro aiuto servirà a dare dignità a chi sta vivendo un momento di grande difficoltà». Una richiesta avvalorata anche dalle parole del braccio destro di don Tassone, la vice-responsabile Caritas suor Beatrice Mariotti (suor Mabel per tutti): «E' aumentato parecchio il numero dei nuclei familiari di cui dobbiamo farci carico, non riusciamo più ad aiutare tutti. Cchiediamo l'aiuto di chi può fare qualcosa per sostenerci nell'andare incontro a chi ha bisogno». La politicaDa sindaco e assessore a servizi sociali vanno i ringraziamenti ad associazioni e supermercati coinvolti nell'iniziativa. «Sono grato a chi si prodiga per andare incontro alle famiglie indigenti - afferma il sindaco Fabrizio Fracassi- Pavia si è sempre dimostrata molto presente in queste occasioni e da sindaco ne sono orgoglioso. Insieme si vince». E l'assessora Anna Zucconi ha speso parole di elogio per i supermercati. «Li contatto sempre personalmente in queste occasioni -dice- e li ringrazio perché non hanno mai smesso di aiutarci».E dall'assessore alla Protezione Civile Pietro Trivi è andato anche il riconoscimento ai suoi volontari, coordinati da Andrea Salvini. «Ricordo quando durante la pandemia erano gli unici a circolare per le strade consegnando generi alimentari a chi doveva restare chiuso in casa - ha rammentato - una catena di solidarietà che prosegue anche ora, dopo il lock-down».Sempre in pandemia tutte le associazioni caritative hanno deciso di mettersi in rete e costituire un gruppo whatsapp in cui condividere le rispettive disponibilità alimentari: gli esuberi di una realtà sono così andati a colmare le mancanze di altri, in un clima di interscambio e di solidarietà interna che è cresciuto negli ultimi due anni. --Daniela Scherrer