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Una parte di José Mourinho continua a vivere nella Roma. A Trigoria, infatti, è rimasta quella voglia, ma sarebbe più giusto chiamarlo obiettivo, di tornare in finale d'Europa League per chiudere i conti col passato. Perché il tempo lenisce le ferite di Budapest, ma non i ricordi di chi era in campo. Ecco allora che Dublino è la nuova ossessione di Dybala e compagni. «Certo che ci crediamo di poter arrivare fino in fondo - dice Bryan Cristante alla vigilia della sfida con il Feyenoord - Vogliamo arrivare in finale e possibilmente vincerla». Prima, però, c'è un playoff da superare e che vedrà i giallorossi ripartire dall'1-1 di sette giorni fa a Rotterdam. Ma c'è una differenza, la gara decisiva si giocherà all'Olimpico, in uno stadio pronto a far registrare un altro sold out. Vietata la trasferta ai tifosi del Feyenoord, la Roma ha aperto anche il settore ospiti alla sua gente che nella notte del dentro o fuori ha risposto presente. In oltre 67mila saranno presenti stasera sugli spalti per spingere la squadra agli ottavi e continuare a vivere il sogno di una terza finale europea consecutiva. «Per noi sarà una responsabilità in più - spiega Daniele De Rossi parlando del sold out - Ma dopo i malumori di quando sono arrivato dovevamo ricreare quell'unione con la nostra gente». E i risultati (quattro vittorie, un pari, una sconfitta) hanno contribuito a riaccendere la passione. Ora, però, c'è il primo vero bivio della stagione e della carriera da allenatore di DDR. «La gara col Feyenoord, in quanto decisiva, sposta tanto - spiega l'allenatore - Sentiamo quel brivido delle partite da dentro o fuori. Da giocatore ne ho fatte tante, da allenatore no ma la preparo nello stesso modo delle altre». --