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Maria Fiore / SAN GENESIO«I cittadini di San Genesio sono tutti un po' stanchi. Qui si viveva bene, ma quello che sta uscendo da questa inchiesta è vergognoso, perché dà l'idea di quello che può succedere quando l'interesse per il Dio denaro prevale sul bene pubblico». C'è un misto di rabbia e rassegnazione nelle parole di Rino Pagliai, pensionato di 77 anni. Le sue sono le stesse sensazioni che si respirano camminando nelle strade del paese. San Genesio, roccaforte e gioiellino della Lega, che qui governa dal 1993, sembra avere subito, nel giro di pochi giorni, una vera metamorfosi. Il paese è al centro della bufera per il caso della scuola costruita, secondo l'accusa, con materiali scadenti e quindi non sicura. Il gip Pasquale Villani, nel decreto che spiega il sequestro di ieri, citando due degli indagati arriva a parlare di «scellerato sistema di potere locale, ormai degenerato in bieco cartello politico-affaristico».«Siamo sconcertati»All'orario di uscita dei bambini i genitori ieri hanno trovato davanti alla scuola i finanzieri. «Non devi temere, è di altre cose che bisogna avere paura», dice una mamma per rassicurare il suo bambino di fronte ai lampeggianti delle Fiamme Gialle. Donato Capozzoli si ferma e scende dalla sua auto a due passi dall'ingresso: «Questa storia non finisce più. Ho visto la Finanza e ho immaginato che anche questa scuola sarebbe stata sequestrata. Ho una bambina alle elementari e una qui, all'infanzia: chi paga tutto questo»? Il genitore spiega di avere scelto San Genesio, anni fa, perché aveva la fama di essere un paese che funzionava bene e c'erano i servizi. «Mai mi sarei aspettato una cosa del genere - dice -. L'avevamo scelto per viverci, perché mia moglie lavora a Milano e io a Pavia».Le case costano meno a San Genesio? «No, ma ci piaceva, avevamo anche amici che avevano fatto la stessa nostra scelta - aggiunge -. Dove li manderanno ora i nostri figli»?La dirigente scolastica Elena Bassi una risposta ancora non ce l'ha. «Stiamo cercando di trovare una soluzione», si limita a dire mentre esce in tutta fretta dalla scuola per salire in macchina. E così anche il sindaco, Enrico Tessera. Il primo cittadino era a scuola durante la notifica del provvedimento. Quando esce ha il volto tirato: «Non dico niente». Ma con alcuni suoi conoscenti si è sfogato in questi giorni, perché alcuni suoi concittadini ed elettori quasi non lo salutano se lo incontrano per strada. In silenzio anche il vice sindaco, Massimiliano Cadore, mentre percorre a passo svelto il marciapiede a ridosso del nastro bianco e rosso che circonda la scuola. È lui il custode giudiziario dell'edificio, perché il sindaco è indagato con l'accusa di non avere denunciato le irregolarità del cantiere. il sopralluogo «Si doveva evitare tutto questo, soprattutto perché stiamo parlando di un istituto pubblico che ospita bambini - dice Alessandro D., un altro genitore -. Non si possono fare queste fesserie. D'altra parte basta guardare in alto: i muri stanno sfiorendo già dopo pochi mesi». E in alto hanno guardato anche i magistrati Andrea Zanoncelli e Chiara Giuiusa, che hanno voluto fare un sopralluogo all'interno dell'edificio. Un addetto ha sollevato la saracinesca che sbarra l'ingresso principale, dal lato del municipio, e i due magistrati hanno perlustrato i locali finiti al centro delle intercettazioni.voci critiche«Se queste situazioni saranno confermate siamo di fronte a un fatto gravissimo - continua Pagliai -. L'edificio è a rischio cedimento, così dicono. Avranno risparmiato qualcosa per fare i lavori all'immobile ma questo poteva anche creare dei problemi ai piccoli che ospitava. Non sono un tecnico per pronunciarmi, ma le intercettazioni non sono belle da leggere». I residenti, però, dicono che non è solo la scuola, il problema. «A San Genesio ci sarebbero tante altre situazioni da approfondire», dice Alessio P. Ma come si vive in paese? «Bisogna dire la verità - chiarisce il residente -. Qui si sta bene. È un paese curato, pulito, decoroso. Ma forse anche questo è legato a degli interessi che non sono dei cittadini, ma che sono legati a interessi privati. Come quando hai di fronte qualcosa che luccica tanto, ma è solo la superficie». --