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il casoLuca Monticelli / roma«Le imprese sono state trattate molto bene, è un'ottima manovra e non mi sembra ci siano critiche fondate». Il sottosegretario a Palazzo Chigi di Fratelli d'Italia con delega all'Attuazione del programma, Giovanbattista Fazzolari, liquida così i rilievi del leader di Confindustria Carlo Bonomi, che ieri aveva parlato di una legge di bilancio «senza visione» e di un taglio al cuneo fiscale «non decisivo». Per quanto riguarda il pacchetto energia da 21 miliardi, a Bonomi non piace che l'intervento del governo si limiti ai primi tre mesi del 2023, e chiede un credito d'imposta più forte - «alla tedesca» - alle imprese colpite dal caro bollette. Dura la replica di Fazzolari: «Un qualunque imprenditore, in tale incertezza, non avrebbe la faccia di dire che sa esattamente l'andamento nel 2023. Non credo che possa pretendere che lo faccia lo Stato». Il sottosegretario vicino alla premier attacca ancora: «Non sappiamo che situazione ci sarà a marzo, né il prezzo dell'energia, né quali misure deciderà l'Ue. Chiunque si metta oggi a fare un piano per tutto il 2023 non fa una cosa seria». Quanto alle tasse in busta paga, Fazzolari ricorda il taglio del cuneo fiscale di 4 miliardi: «Uno sforzo è stato fatto». Aggiunge Marina Calderone, ministra del Lavoro: «Non penso che la manovra manchi di visione. Anzi, ha abbozzato dei percorsi di lavoro che ci porteranno nei prossimi anni a fare le riforme strutturali. È stata fatta in 30 giorni - prosegue - e fa degli interventi a favore delle famiglie e anche di tutte quelle situazioni come il caro bollette che incidono su reddito familiare e mette un punto, con coraggio, sul Reddito di cittadinanza».Matteo Salvini ieri ha riunito i parlamentari della Lega alla Camera per illustrare la legge di bilancio e fare il punto sulle tempistiche dell'approvazione. Lui si dice «soddisfatto» e pensa alle modifiche da presentare, però i margini sono strettissimi e il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti, infatti, alla riunione del Carroccio non si fa vedere. Forza Italia, intanto, vuole sfruttare ogni spazio di critica per avere visibilità, pur senza arrivare allo scontro. Il vicepresidente della Camera, Giorgio Mulè, parla della legge di bilancio come di una «tisana» in attesa «di una bevanda rivitalizzante per il Paese», mentre il capogruppo Alessandro Cattaneo lavora alle modifiche, a partire dalle pensioni.Le opposizione invece bocciano la finanziaria su tutta la linea. Carlo Calenda ha illustrato una legge alternativa al Senato, dove ha chiesto - e ottenuto - un incontro con Meloni perché, sottolinea, «la manovra non funziona e la presidente del Consiglio va aiutata, non solo contestata». Il leader del Terzo polo non vuole sentir parlare di manifestazioni in piazza e chiede al Pd e al M5s di lavorare insieme sui temi, a partire dal salario minimo. Risponde il capogruppo dei deputati del M5s Francesco Silvestri: «Bene, la nostra proposta è chiarissima: salario minimo di 9 euro». L'ok a Calenda arriva anche dal Pd. Andrea Orlando spiega che «c'è già una buona base per fare una discussione, io ho presentato un ddl e avviato il lavoro da ministro». Il vice segretario Giuseppe Provenzano aggiunge: «Spero che a partire dai temi prevalga la ragionevolezza politica: le opposizioni devono collaborare e coordinarsi».Il tempo, però, stringe. Il timing per l'approvazione delle Camere è da incubo: probabile via libera tra Natale e Capodanno. La commissione Bilancio di Montecitorio, in cui comincerà l'iter, immagina di fissare un paio di giorni per le audizioni e poi la scadenza degli emendamenti tra il 4 e il 6 dicembre. L'indicazione emersa da una riunione dei capigruppo di maggioranza è di non eccedere nelle proposte di modifica. L'esame in commissione dovrebbe durare una decina di giorni, perciò si può ipotizzare un approdo in Aula intorno al 15 dicembre. La settimana successiva ci sarà il passaggio al Senato con approvazione prevedibile dopo Natale. --© RIPRODUZIONE RISERVATA