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PaviaCominci il Comunea dare l'esempioLeggo di iniziative del Comune di Pavia volte a educare i cittadini al rispetto della città e a eliminare il degrado del centro storico e della periferia. Mi sta bene ma mi fa sorridere. Io dico che dovrebbero essere educati al senso civico anche i vari assessori che negli anni si sono succeduti nelle varie giunte. Perché l'esempio conta, la coerenza anche, l'onestà e pure il buon senso. Si educa così il cittadino.Risiedo nella zona a sud est del centro storico in cui il degrado sta diventando anche rischio per chi vi transita: l'acciottolato dai sassi perennemente divelti e pronti a schizzare sulle gambe delle persone a ogni passaggio d'auto, le buche, i marciapiedi sconnessi, le deiezioni dei cani, i residui alimentari che attirano i topi.Abito da tanti anni a Pavia ma non ho rilevato attenzione e cura della città da parte delle varie amministrazioni: ad esempio, non hanno pensato due volte a imbrattare strade e marciapiedi (via Langosco, corso Garibaldi, via Foscolo) per parcheggi e ciclabili che venivano confermate, poi disconosciute e infine riattivate ma con vernici di colore diverso e con vari assetti di marcia. Non è mai stato un problema per i vari assessori sovraccaricare le vie antiche della zona di San Primo con un traffico che, in certe ore della giornata, rasenta il delirio: ogni tanto arriva qualcuno a ripristinare i sassi che dopo tre mesi sono al punto di prima, dispersi e vaganti. Anni fa abbiamo assistito alla posa delle fioriere che dovevano abbellire il centro storico: mai utilizzate e poi sparite. Abbiamo visto celebrazioni (portoni aperti, passatoie rosse) nel contesto del convento di santa Clara ma l'edificio è lì che non serve a niente e si avvia di nuovo allo stato di degrado. Malinconia e rabbia a vedere lavori - finanziati con i soldi dei cittadini - ormai abbandonati, incompiuti, inutili. E ancora: auto parcheggiate perennemente in divieto di sosta in piazzetta San Primo, nell'ultimo tratto di via Langosco, in corso Garibaldi e raramente multate. Bottiglie vuote dovunque, contenitori di pizza, residuo di vomito di giovani che stanno male per aver troppo bevuto o altro, biciclette legate dove capita e poi dimenticate, i muri delle case imbrattati, puzzo di orina nei vicoli. Terribile, davvero rivoltante.La città è antica, bella, importante e non se lo merita. La situazione del suo degrado dovrebbe essere risolta con serietà, cultura (quella vera), molta attenzione, vigilanza e capacità di gestire le risorse economiche alimentate da chi contribuisce pagando le tasse, cioè da tutti i cittadini. Lucia Torti. PaviaEconomiaIl futuro di Paviamerita più analisiEgregio direttore,sono stato giovedì scorso al Teatro Fraschini alla presentazione di "Your Next Pavia" organizzata da Assolombarda. C'è stata, forse, troppa retorica, specie da parte dei politici/amministratori, ma sono state evidenziate alcune opportunità di confronto sulla costruzione "dal basso" del futuro. Si è accennato tuttavia anche a decisioni di spesa (con il "povero" PNRR) che forse renderebbe necessaria un'ampia informazione critica ai cittadini del territorio.Mi sembra tuttavia che di questi temi (sviluppo territoriale e futuro di Pavia e del suo territorio) si debba discutere pubblicamente. Quando il Presidente della Regione Lombardia parla di capacità di ascolto e di un accordo quadro, bisognerebbe capire di cosa stia parlando, visto che è da almeno il 2019 che lo si aspettava a Pavia per discutere al Tavolo Territoriale. Per quanto riguarda, inoltre, la "governance" territoriale del PNRR (che ho richiesto sulla Provincia Pavese da oltre due anni), ho appreso che la Provincia di Pavia è già in grado di esercitare questo ruolo. Ne sarei felice, specie se l'Istituzione provinciale avesse competenze tecniche e capacità di coinvolgere i numerosi attori socio-economici sul territorio; ma mantengo qualche perplessità e dubbio.Insomma, mi sembra proprio che ci sia bisogno di più conoscenza e analisi, di confronto (e ascolto) con le varie parti, di un metodo di lavoro che venga praticato sistematicamente, di più "humilitas" e disponibilità verso gli altri. Mi sembra che si voglia arrivare, invece, a dichiarazioni conclusive prima del tempo, solo perché hanno un "portafoglio" ben fornito. In tal caso saremo solo di fronte a banale retorica o al rischio di un'anticamera di "occupazione del potere"...Gioacchino GarofoliPavia