Siccità, le ricette per il futuro e accuse per gli errori passati

PAVIAPreservare, monitorare e sfruttare la falda freatica, un miliardo di metri cubi di risorsa idrica custodita nel primo sottosuolo. Procedere con la sommersione invernale delle risaie per ingabbiare l'acqua che va accumulata anche attraverso dighe e laghi, modificare il calcolo del deflusso minimo vitale, da applicare con maggiore flessibilità. Ecco alcune delle proposte presentate ieri dal direttore di Confagricoltura Pavia Alberto Lasagna durante il convegno Siccità 2022: genesi, danni e proposte, che si è aperto con i saluti della presidente Marta Sempio.Fare il puntoI danni in provincia di Pavia ammontano a oltre 172 milioni di euro, il 42% di quelli registrati in Lombardia, e il convegno di ieri è servito pure per fare il punto sugli effetti di un fenomeno che ha i contorni dell'emergenza. «Un evento eccezionale, ma coerente con la tendenza in essere», precisa Lasagna, puntando l'indice non solo sui cambiamenti climatici, ma anche sul numero dei soggetti coinvolti, 45, con conseguenze nella gestione dell'emergenza. Troppi enti, «nessuno dei quali si è assunto la responsabilità di quanto avvenuto», sottolinea il vicepresidente di Confagricoltura Matteo Lasagna che usa toni forti e dice: «Come dirigente sono colpevole di non aver inciso sui meccanismi istituzionali che avrebbero dovuto portare l'acqua agli agricoltori. Nessun altro ha fatto autocritica e ammesso di aver sbagliato. Ora è necessario un cambio di passo». E a chiedere scusa in nome dello Stato, «visto che finora nessuno lo ha fatto», è il vicepresidente del Senato Gian Marco Centinaio: «È necessario un commissario e va introdotta una nuova strategia di gestione delle acque, cassando quella del 2022 che è stata disastrosa». Sono tanti gli agricoltori presenti all'incontro che si è svolto ieri mattina nell'Aula Magna dell'università. Ci sono molti sindaci, il deputato Alessandro Cattaneo, il presidente della Provincia Giovanni Palli, i consiglieri regionali Giuseppe Villani (Pd) e Simone Verni (M5s). La tavola rotondaTocca a Claudia Meisina, ordinario di Geologia dell'università di Pavia illustrare l'impatto dei cambiamenti climatici, mentre Graziano Rossi, ordinario di Geobotanica si è concentrato sulle tecniche di mitigazione. Poi la tavola rotonda con la partecipazione di Andrea Ferrari, Est Ticino Villoresi, Roberta Baldiraghi, Provincia, Nicola Brizzo, Iren, Camillo Colli, presidente Est Sesia, Marco Gardella, Aipo, moderata dal direttore dal direttore de La Provincia Pavese Andrea Filippi che oltre a chiedere quali siano le misure da porre in essere per evitare una nuova emergenza, accende anche i riflettori sui pozzi, «risorsa ma anche problema da gestire». Tante sono infatti le domande di autorizzazione arrivate a Piazza Italia, con la conseguenza, sottolinea Baldiraghi, che diventa necessaria un'attenta pianificazione. Resta da tutelare la falda freatica, «un enorme fiume sotterraneo che scorre lentamente da nord ovest verso sud est», precisa il direttore Lasagna, ricordando che nei nostri terreni ci sono circa 200 litri ogni metro cubo di terreno. Lo scorrimento è così lento che l'acqua si accumula e aumenta, tra primavera e fine estate, anche di 3 metri, accumulando così fino a 600 litri di acqua ogni metro quadrato di superficie. -- Stefania Prato