Rimborsopoli, in Cassazione annullate le condanne di 4 pavesi

Sandro Barberis / paviaLa corte di Cassazione cancella quasi tutte le condanne per il caso Rimborsopoli in Regione Lombardia, e tra queste quelle a 4 ex consiglieri regionali pavesi. Cancellazioni in parte per prescrizione e in parte ridimensionando le accuse da peculato a indebita percezione di erogazioni pubbliche. L'inchiesta del 2013 era per le spese dei consiglieri regionali tra il 2008 e il 2012, nel 2019 era finito il processo di primo grado, nel 2021 in appello la condanna per 5 pavesi. le assoluzioniOra invece la Cassazione ha assolto anche gli ex consiglieri regionali pavesi condannati: Angelo Ciocca (Lega), Vittorio Pesato (ex Forza Italia), Francesco Fiori (ex Pdl) e Antonella Lottini (ex Pdl). In appello aveva patteggiato una condanna Lorenzo Demartini, ex sindaco leghista di Mede. In primo grado era stato prosciolto (per non luogo a procedere) invece Carlo Porcari, consigliere regionale pavese del Partito Democratico all'epoca dei fatti contestati. Un maxi processo che in primo grado aveva visto la condanna di 52 consiglieri regionali su 57 coinvolti. L'accusa era di peculato (rimborsi ai politici con fondi pubblici) per un totale di circa 3 milioni in quattro anni tra il 2008 e il 2012 con spese varie. Tra gli imputati anche volti noti per altre vicende come Renzo Bossi detto il Trota (figlio di Umberto, fondatore della Lega) Massimiliano Romeo attuale capogruppo della Lega al Senato) e Nicole Minetti, ex igienista dentale di Silvio Berlusconi. Bossi e Romeo sono stati assolti dalla Cassazione, mentre Minetti aveva patteggiato in appello. Condannati definitivamente anche in Cassazione, solo tre imputati: Corrado Paroli, Giosuè Frosio e Elisabetta Fatuzzo. In fase di indagini a Ciocca erano contestate 4.900 euro di spese e in appello era stato condannato a 1 anno e 6 mesi, a Pesato contestati 32.419 euro e in appello era arrivata una condanna ad 1 anno e 9 mesi, Fiori era finito alla sbarra per 18.219 euro di spese e in secondo grado condannato a 1 anno, 5 mesi e 20 giorni, mentre Lottini era stata processata per 15.122 euro e in appello condannata a 1 anno e 5 mesi. Lorenzo Demartini aveva patteggiato in appello 1 anno e 7 mesi per 17.506 euro di spese. le reazioni dei pavesi«Non ho fatto ricorso per chiudere un capitolo che mi ha rovinato la carriera e spendere altri soldi in parcelle: ora però chiederò la revisione della sentenza - dice Demartini -. Tra l'altro tra le spese contestate c'era l'acquisto di un libro di David Parenzo per un dibattito politico, di certo non è un autore vicino alla Lega». «Ero già stato assolto dagli elettori che mi hanno rinnovato la fiducia - sottolinea invece l'eurodeputato della Lega, Angelo Ciocca - . La fine di dieci anni di accuse infamanti». «Giustizia è fatta, però per anni siamo stati infangati agli occhi dell'opinione pubblica» sottolinea Lottini. «La fine di una traversata nel deserto, non mi sono mai sentito colpevole anche se ho sempre rispettato le sentenze» commenta Pesato.--