Il futuro del San Matteo una torre alta 100 metri Fontana: «I soldi ci sono»

Stefano Romano / pavia«Non celebriamo il passato, ma immaginiamo il futuro». Il presidente del San Matteo Alessandro Venturi mette in chiaro con le prime parole che pronuncia che il convegno per celebrare i 90 anni del policlinico voluto dal premio Nobel Camillo Golgi non è un'operazione nostalgia, ma una dichiarazione di intenti e una dimostrazione alla città di quello che già è stato fatto per dare a Pavia un nuovo ospedale. Un policlinico erede di una storia molto più antica dell'intuizione di Golgi, ma proiettato nel futuro. E il futuro è una torre alta cento metri da realizzare davanti al Dea. Una struttura da 320 milioni che il presidente della regione Attilio Fontana assicura già disponibili.Nell'aula dedicata al premio Nobel, nel cuore del policlinico storico, ci sono tutti quelli che, in un modo o nell'altro, saranno chiamati a partecipare alla realizzazione del nuovo San Matteo: una doppia torre alta 100 metri da innalzare davanti al Dea, a poche centinaia di metri di distanza dalla sala in cui siedono i relatori.Sul palco arriva Attilio Fontana, presidente della regione che dovrà finanziare il nuovo ospedale, in sala il sindaco Fabrizio Fracassi, i deputati Alessandro Cattaneo (Fi) e Giulio Tremonti (Fdi), l'eurodeputato leghista Angelo Ciocca, i consiglieri regionali Roberto Mura (Lega) e Simone Verni (M5s), il vescovo Corrado Sanguineti.Tradizione e nuove sfideQuello che un Irccs come il San Matteo deve fare e implementare nel futuro è riassunto dal presidente Venturi in tre punti: cura, ricerca e formazione. «Cura nel senso di dedizione alla persona nella sua totalità - precisa Venturi - non semplicemente superamento della malattia. Ricerca fatta in laboratorio, ma anche sul campo, in corsia, come ha dimostrato l'esperienza della pandemia che, qui al San Matteo, è stata affrontata nel migliore dei modi e al servizio di un territorio molto più ampio di quello pavese. E poi formazione perché non c'è cura senza formazione. Un tema che richiede risposte complesse perché la sanità pone problemi complessi». Venturi mette l'accento anche sulla necessità di lavorare in rete con gli altri Irccs pubblici (rete già avviata) e reclutare professionisti di qualità. Gli fa eco il rettore Francesco Svelto che sottolinea come Università e San Matteo insieme siano già riusciti a portare Pavia nei principali poli nazionali d'eccellenza per la ricerca e l'innovazione. L'obiettivo, aggiunge Svelto, è guardare sempre avanti senza mai attestarsi su scelte difensive: «Fondare nuove scuole, cooptare i migliori maestri». Il Nobel Golgi, pensando al policlinico aveva in qualche modo indicato la strada: «Aveva voluto un policlinico a Pavia perché pensava che senza una struttura ospedaliera d'avanguardia l'università avrebbe sofferto. Era un innovatore e l'università è cresciuta insieme al San Matteo. E continuerà a farlo, a partire dalla formazione per la quale il San Matteo potrà sempre contare sull'Università».l'innovazione costaUna nuova struttura per affrontare nuove sfide: ma quali sono le caratteristiche di un ospedale del futuro? E quanto costa costruirne uno a Pavia? «Un ospedale di nuova concezione deve essere anche sostenibile - spiega Venturi -. Attento all'ambiente, certo, ma sostenibile dal punto di vista dei costi visto che si tratta di strutture energivore e che i soldi è meglio investirli in cure e ricerca che in bollette. E poi deve essere una struttura in grado di generare sviluppo economico: in tutto il mondo, oggi, i poli di crescita economica gravitano attorno a grandi università e poli sanitari». In tema di costi la palla passa immediatamente al presidente della Lombardia Attilio Fontana che, anche gestendo fondi statali, deve finanziare il nuovo policlinico. «I soldi ci sono già - rassicura Fontana - più di 300 milioni per realizzare una struttura che faccia crescere ulteriormente i successi del San Matteo. L'appello è ai parlamentari perché, ora, si inverta la tendenza e non si tagli più alla sanità come negli ultimi 10 anni». --