Romanzo storico di Paolo Rovati tra il "santo Gral" e l'Oltrepo

PORTALBERA «La storia di una famiglia normale inserita in eventi eccezionali». Così Paolo Rovati, medico chirurgo che opera in Oltrepo da oltre quarant'anni, riassume il contenuto del suo nuovo libro "Heiligerblut" (Primula Editore). L'autore ne parlerà oggi pomeriggio, alle 16, a Pavia, nel Piccolo Chiostro di San Mauro (via Riviera 20), insieme a Umberto Parisi, ex vicepreside dell'istituto Faravelli di Stradella, e all'artista Miriam Prato che si è occupata come sempre della parte iconografica, mettendo questa volta in copertina un dipinto tratto dalla rivisitazione di un'incisione di Gustave Dorè sulla battaglia di Lepanto. Dopo una serie di libri gialli, con protagonista il maresciallo Scotti, Rovati decide di passare, o meglio tornare, al romanzo storico: Heiligerblut (in italiano sacro sangue), infatti, è il calice che aveva accolto il sangue sgorgato dal costato di Cristo crocifisso, aperto dalla lancia di Longino, ed è il filo conduttore del racconto. «In realtà l'idea di questo libro mi è venuta una decina di anni fa, infatti l'inizio del secondo capitolo coincide con la fine del mio primo romanzo, "La Torcia" - racconta l'autore -. Il filo rosso che lega tutta la trama è il ritrovamento in epoche diverse del calice che ha accolto il sangue di Cristo, che compare per la prima volta sotto la croce e poi in varie situazioni nel corso della storia, intrecciandosi poi, a Cigognola e Portalbera, con la storia vera delle famiglie Rovati e Milani, la mia e quella di mia moglie, di cui abbiamo una documentaristica certa a partire dal 1400 in avanti». Da quel momento, così, la vicenda della ricerca del calice si intreccia con quella "minore" del paesello sul Po, alle prese, ad esempio, con l'edificazione della chiesa parrocchiale e del campanile. Molte informazioni sono state recuperate dagli archivi parrocchiali di Portalbera e Cigognola, in particolare dalle cronache di Portalbera del 1700 dell'allora parroco don Agostino Boserio. «Ne esce un grande affresco dove la Grande Storia, la storia dei grandi accadimenti, va a mescolarsi la storia materiale, che ha come principale ambiente di riferimento il nostro territorio e, in particolare, i piccoli villaggi Porta Albera e Cigognola, luoghi dove si dipana la vita delle due famiglie attraverso le generazioni che si susseguono» commenta Parisi. «Si tratta della storia di una famiglia normale inserita in episodi eccezionali - conclude Rovati -. È un omaggio alle nostre famiglie, proprio come era stato il mio primo romanzo». --O.M.