Arriva Calenda e Poma torna in scena «Con Carlo si fa una politica credibile»

la storiaFabrizio Merli / paviaPer il ritorno sulla scena pubblica, Vittorio Poma, ex presidente della Provincia di Pavia, ha scelto la presentazione del libro "La libertà che non libera" di Carlo Calenda, leader di Azione. Non solo da semplice spettatore, ma introducendo l'ospite alla Sala dell'Annunciata con parole di stima per il co fondatore del Terzo Polo.«politica credibile»Appena prima di salire sul palco per introdurre Calenda, Poma spiega le ragioni della sua presenza: «Sono qui, ovviamente, per assistere alla presentazione, ma non nego di sentire la proposta di Calenda vicina alla mia esperienza politica e alla mia formazione culturale. Il leader di Azione ha la capacità di parlare a una platea ampia di persone che vogliono una politica credibile, alle quali si dica chiaramente cosa si può fare e come e cosa no». Calenda, visto in quest'ottica, è più vicino ai centristi delusi che non ai reduci del Partito democratico.«Oggi c'è una maggioranza silenziosa - aggiunge Poma - a metà strada tra l'astensione e la delusione di moderati traditi da una rivoluzione liberale mai arrivata e da un riformismo di facciata. La proposta di Calenda cade in un momento in cui chi dovrebbe essere portavoce del riformismo fa domande che non hanno una risposta, mentre quanto sta accadendo in Regione è l'epitaffio di un'esperienza arrivata al capolinea». La presenza di Poma, però, assume anche un valore prospettico: nel 2023 si voterà per le regionali, nel 2024 per il rinnovo dell'amministrazione comunale di Pavia. Alla presentazione di Calenda c'è anche Niccolò Fraschini, uno dei cinque consiglieri comunali che hanno chiesto le dimissioni dell'assessora alla Cultura, Mariangela Singali. E si dice che anche esponenti della giunta comunale di Pavia abbiano contattato Poma per discutere di un eventuale "piano B", nel caso in cui la crisi nella quale è appena entrato il sindaco Fabrizio Fracassi si trasformi in un uragano. Ma valutazioni precise, in questo senso, sono forse ancora un poco premature.pubblico eterogeneoIl colpo d'occhio alla Sala dell'Annunciata, comunque, restituisce l'interesse dei pavesi per le parole d'ordine di Azione. E quello che colpisce, oltre al fatto che i posti a sedere siano sold out e che molti seguano l'incontro in piedi, è l'età media; l'incredibile quantità di ragazzi giovani o giovanissimi che, a rigor di logica, in un venerdì sera non dovrebbero essere a un dibattito politico. E che, invece, ci sono. Ma l'appeal di Calenda per le fasce più giovani non è comunque un dato inedito. Analizzando i volti noti, però, si riconoscono politici che hanno, alle proprie spalle, storie e percorsi decisamente diversi, e qualche volta addirittura contrapposti. gli ex demTra il pubblico, in molti hanno alle spalle una militanza nel Partito democratico. È il caso della consigliera comunale di Azione, Angela Gregorini, dell'ex assessora provinciale Emanuela Marchiafava, coordinatrice di Italia Viva insieme a Pier Achille Lanfranchi, fresco di candidatura alla Camera dei Deputati. E poi c'è Giovanni Magni, ex assessore ai Lavori pubblici nella giunta Depaoli, oggi con Renzi. Ma ad ascoltare le parole di Calenda ci sono anche Maurizio Lazzari, ex Forza Italia passato a Italia Viva, Carlo Barbieri, ex sindaco di Voghera con Forza Italia transitato ad Azione, Marco Galandra, ex assessore nella giunta Cattaneo ed ex di Alleanza nazionale. E, infine, Andrea Itraloni, sindaco di Copiano, candidato a presidente della Provincia da Forza Italia proprio in contrapposizione a Vittorio Poma, nel 2016 e, più di recente, schierato per la candidatura del ciocchiano Angelo Bargigia contro Giovanni Palli. Semplice osservatore o partecipe interessato? La storia lo dirà. --© RIPRODUZIONE RISERVATA