Zucca racconta i "giusti della Lomellina"

FERRERANel nuovo libro "I giusti di Lomellina" Giuseppe Zucca ha raccolto i nomi e le storie di 500 collaboranti di 38 paesi, che fra il settembre 1943 e l'aprile 1945 aiutarono i prigionieri alleati fuggiti dai campi di lavoro, allestiti nelle cascine sparse fra le risaie. Questa serie di 36 racconti sarà presentata oggi, alle 21, nella sala conferenze di palazzo Strada. Zucca, preside in pensione, è originario di Ferrera Erbognone, che aveva lasciato per trasferirsi a Castello d'Agogna dopo il matrimonio. Proprio questi due paesi sono al centro del libro, oltre a molti altri: Borgo San Siro, Breme, Candia, Cassolnovo, Ceretto, Cergnago, Cilavegna, Confienza, Gambolò, Garlasco, Langosco, Lomello, Mede, Mortara, Olevano, Ottobiano, Palestro, Pieve Albignola, Robbio, Rosasco, San Giorgio, Sannazzaro, Sant'Angelo, Sartirana, Tromello, Valeggio, Velezzo, Vigevano e Villa Biscossi. Citati, in coda, anche Castelnovetto, Dorno, Gropello, Mezzana Bigli, Nicorvo, Parona, Semiana e Valle Lomellina, con i nomi dei collaboranti. Impossibile riportare qui tutti i nomi e le vicende occorse in quei drammatici venti mesi in Lomellina. Il fatto che ha toccato da vicino l'autore, però, merita di essere riassunto. Tre giovani sudafricani, prigionieri di guerra alla cascina Confaloniera di Ferrera, riuscirono a fuggire «grazie all'aiuto di una giovane donna di nome Giovanna e di un prete», che li nascosero favorendo poi la loro fuga in Svizzera. La giovane donna era Giovanna Freddi, madre di Zucca, e il prete era il parroco don Angelo Pusineri. Gli stessi prigionieri, una volta in salvo in Svizzera, segnalarono i nomi di chi li aveva aiutati: Luigi Freddi, Giovanna Freddi, Primo Collarini (arrestato), Secondo Collarini, Pietro Mussi (arrestato), Angela Santi e i sacerdoti don Pusineri e don Angelo Bacchella. Le storie, drammatiche, avventurose e romantiche, sono uno spaccato di ciò che affrontarono gli evasi dispersi nei boschi e nei campi di riso e di mais, e della risposta generosa e disinteressata di migliaia di persone che hanno soccorso chi fino a poco prima era considerato nemico. Da segnalare alcune storie: l'artigliere inglese Desmond Jones (Borgo San Siro), lo scozzese John Doleman (Breme), il pilota inglese Morris (Cassolnovo), il tenente Detalmo Pirzio Biroli (Castello d'Agogna), Giannina Pellò (abbazia di Erbamara), George Botha (Confienza), Compagnia Grieff (Lomello), Dante Ge (Mede), Anna Manzini e le "ragazze della Cattanea" (Mortara), Clarice Arduini (Olevano), Carlo Maffioli (Ottobiano), le "ragazze di Pizzarrosto" (Palestro), Angelo Beia (Rosasco) e Michele Pinotti (Sannazzaro). -- U. D.A.